Coronavirus, gli italiani respinti a Tel Aviv: “C’è tanta amarezza…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Febbraio 2020 21:15 | Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio 2020 21:15
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, gli italiani respinti a Tel Avivi: “C’è tanta amarezza…” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Grande amarezza e sorpresa, ma non hanno mostrato insofferenza o rabbia, per quanto accaduto, gli italiani respinti in Israele, ed arrivati in serata all’aeroporto di Fiumicino. Il loro tono è fermo ma pacato. Sono cinque in tutto gli italiani, compresi due bimbi, tutti romani, respinti a Tel Aviv dopo che l’Autorità per l’immigrazione israeliana ha rifiutato, in base alle nuove disposizioni assunte per prevenire la diffusione del coronavirus, l’ingresso nel Paese a passeggeri in viaggio dall’Italia.

“All’arrivo a Tel Aviv – racconta uno degli italiani – le autorità locali sono salite ed hanno fatto scendere tutti i passeggeri israeliani, che sappiamo sono stati immediatamente messi in quarantena, e dopo pochi minuti ci hanno detto ed intimato a noi ed all’equipaggio che non potevamo muoverci dall’aereo, che non potevamo scendere, e che saremmo stati respinti e fatti tornare in Italia con lo stesso aereo. Questo solo perché eravamo italiani, e non per provenienza regionale”.

“Ovviamente tutti eravamo particolarmente attenti – aggiunge – e c’eravamo informati adeguatamente prima ella partenza presso i siti istituzionali israeliani ed italiani, al portale Viaggiare Sicuri, di quale fosse la situazione reale. Probabilmente il provvedimento che ha dato luogo al respingimento è stato emanato mentre eravamo in volo. Prendiamola con filosofia”.

“C’è amarezza. Prima ci hanno detto che probabilmente dovevamo andare in quarantena – ha raccontato la signora romana, diretta in Terra Santa con il marito ed i bimbi di 9 e 3 anni – ed invece ci hanno fatto rimanere a bordo. Questo perché eravamo italiani e comunque perché arrivavamo dall’Italia, circostanza che è costata ai tre passeggeri messicani, che erano stati due giorni in transito a Roma: hanno bloccato anche loro. Ci hanno atteso nei parcheggi più lontani dello scalo, per non farci scendere, erano tutti con le mascherine. Senza essere mai scesi. Due ore dopo con lo stesso aereo siamo tornati, assieme ad altri passeggeri. Gli assistenti di volo Alitalia sono stati carini, sono stati con noi tutto il tempo. Non siamo mai scesi dall’aereo. In tutto tra volo di andata, attesa e ritorno siamo stati sull’aereo circa dieci ore”.

Fonte: Ansa.