Ristoranti, parrucchieri, negozi: cosa cambia col nuovo decreto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2020 13:10 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2020 17:10
Contagi Coronavirus 7332, mai così tanti. Bar e ristoranti pro virus 20%, sempre così troppi

Contagi 7332, mai così tanti. Bar e ristoranti pro virus 20%, sempre così troppi (Foto d’archivio Ansa)

Cosa cambia con il nuovo decreto contro il coronavirus per ristoranti, negozi e parrucchieri? Le linee guida da seguire per evitare il propagarsi dei contagi.

Coronavirus e ristoranti, negozi, parrucchieri… Al momento è scongiurata la chiusura e l’orario ridotto, ma cosa cambia? Ci sono delle linee guida presenti nell’ultimo decreto del Governo.

Vediamo nel dettaglio le nuove disposizioni da seguire per quanto riguarda i diversi settori. Punto in comune per tutti, oltre alla completa igienizzazione, all’uso di guanti, gel e mascherine e al consueto metro di distanza è il divieto dove possibile del ricircolo dell’aria.

Coronavirus ristoranti e bar, cosa cambia

Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi. È necessario rendere disponibili prodotti per l’igienizzazione delle mani per i clienti e per il personale. Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni.

Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra le sedute.

I tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Preferire i posti all’aperto. Buffet solo servito dal personale, per evitare che i clienti tocchino il cibo.

Per gli impianti di condizionamento, è obbligatorio, se tecnicamente possibile, escludere totalmente la funzione di ricircolo dell’aria. Clienti sempre con la mascherina quando si alzano dai tavoli. Personale sempre con la mascherina.

Coronavirus parrucchieri ed estetisti, cosa cambia

Anche qui rilevazione della temperatura corporea e consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento.

In particolare per i servizi di estetica e per i tatuatori, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

Valgono sempre per tutti le regole di igienizzazione tra un cliente e l’altro.

Coronavirus e negozi al dettaglio, cosa cambia

In particolar modo per supermercati e centri commerciali, potrà essere rilevata la temperatura corporea. Prevedere regole di accesso, in base alle caratteristiche dei singoli esercizi, in modo da evitare assembramenti e assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti.

 Nel caso di acquisti con scelta in autonomia e manipolazione del prodotto da parte del cliente, dovrà essere resa obbligatoria la disinfezione delle mani prima della manipolazione della merce. In alternativa, dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente.

I clienti devono sempre indossare la mascherina, così come i lavoratori in tutte le occasioni di interazione con i clienti.

L’addetto alla vendita deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti (prima e dopo ogni servizio reso al cliente).

La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione prodotti igienizzanti per l’igiene delle mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche. (Fonte Il Messaggero).