Dossier illegali. Tronchetti Provera: “Tavaroli agiva per suo conto”

Pubblicato il 9 marzo 2010 20:44 | Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2010 1:50

Marco Tronchetti Provera

Marco Tronchetti Provera avrebbe invitato l’ex capo della Security di Pirelli e Telecom, Giuliano Tavaroli, a rivolgersi in Procura in merito a notizie sull’Oak Fund, un fondo che secondo alcuni indagati nell’inchiesta milanese era riconducibile a Massimo D’Alema.

È una delle spiegazioni date in aula dall’attuale presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, sentito come testimone assistito nell’ambito dell’udienza preliminare con al centro la vicenda dei dossier illegali.

Incalzato dagli avvocati Vinicio Nardo e Francesco Caroleo Grimaldi, i difensori di Emanuele Cipriani, l’investigatore privato che figura tra gli imputati, a fornire chiarimenti sull’Oak Fund, Tronchetti Provera, da quanto filtrato dall’aula ha dichiarato: «Tavaroli mi riferì che poteva avere accesso a informazioni su un fondo di D’Alema. Io gli dissi ‘se lei ha questo tipo di notizie le porti in Procura’».

Tra i vari punti toccati anche quello che riguarda l’arbitro De Santis, anche lui ‘attenzionato’ dalla Security gestita da Tavaroli: «È stata una iniziativa autonoma – ha affermato Tronchetti – di cui non sono a conoscenza ed escludo anche che l’abbia chiesto Moratti».

I difensori di Cipriani hanno anche parlato di una fattura di oltre 30 mila euro intestata alla Polis distinto, che riguardava le spese per il matrimonio della figlia di Tronchetti in Toscana e che l’ex presidente di Telecom aveva ricevuto a casa: «Ne ricevo tante – ha risposto -, l’ho data alla mia segreteria».

Quanto a Margherita Fancello, una consulente esterna di cui esistono anche fatture, il presidente di Pirelli ha sostenuto: «Non l’ho mai conosciuta, deve essere stato un altro Tronchetti». Tra le molte domande anche quelle su Massimo Mucchetti, il giornalista del Corriere della Sera che ha subito un ‘attacco’ informatico, secondo l’accusa da parte del Tiger Team.

«Le cose che dovevo dirgli  – è la risposta di Tronchetti riferita da chi era in aula – le ho dette a lui personalmente. Mucchetti non perdeva occasione di screditarmi ma ne ho parlato con lui». Oltre ad affermare di aver avuto con Tavaroli 55 incontri in quattro anni, incontri che rientravano nell’ambito dell’attività della security, di quest’ultima ha ripetuto che era «una struttura autoreferenziale».

Inoltre ha negato di aver mai ordinato alcun tipo di dossier sul parlamentare Aldo Brancher, che avrebbe visto solo di sfuggita allo stadio. Invece avrebbe affermato di non aver mai conosciuto Bossi e ha ammesso che Tavaroli una volta gli disse che Lucia Annunziata gli aveva suggerito che era bene che si incontrasse con D’Alema. La testimonianza di Tronchetti Provera è stata sospesa e riprenderà la mattina del prossimo 16 marzo.