Elena Romani, nessuna assoluzione per la morte della figlia

Pubblicato il 27 ottobre 2011 14:45 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2011 14:59

ROMA, 27 OTT – Deve essere ''annullata con rinvio'' alla Corte d'appello per un nuovo processo, l'assoluzione nei confronti di Elena Romani, la mamma della piccola Matilde, la bimba di 22 mesi che nel 2005 mori' nella sua casa a Roasio (Vercelli). E' questa la richiesta avanzata dal sostituto Pg Vito D'Ambrosio in udienza oggi davanti alla Quinta sezione penale della Cassazione.

Elena Romani, infatti, era stata accusata di omicidio preterintenzionale dopo che sua figlia era stata trovata morta in casa a seguito delle lesioni sul suo corpo. Secondo le ricostruzioni la bambina mori' mentre in casa c'erano solo la mamma e il fidanzato. Sia la Corte d'Assise di Novara nel 2007 che la Corte di Assise di appello di Torino nel 2009 avevano pero' assolto la Romani.

La sentenza d'appello e' stata impugnata dalla Procura generale di Torino in Cassazione. Secondo la Procura, infatti, a causare la morte della piccola e' stata la mamma e non il fidanzato dell'epoca Antonio Cangialosi come invece sostenuto nella sentenza d'appello in cui la Romani e' stata assolta. Oggi il sostituto Pg della Cassazione ha chiesto di annullare con rinvio la sentenza della Corte d'appello. La decisione della Cassazione e' attesa in serata.