Fabrizio Corona, giudici gli restituiscono 1,9 milioni di euro: “Guadagnati lecitamente”

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 aprile 2018 16:37 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2018 16:37
I giudici restituiscono a Fabrizio Corona 1,9 milioni

Fabrizio Corona, giudici gli restituiscono 1,9 milioni di euro: “Guadagnati lecitamente” (Foto Ansa)

MILANO  – I giudici di Milano restituiscono 1,9 milioni di euro a Fabrizio Corona, su un totale di 2,6 milioni trovati in parte in alcune cassette di sicurezza in Austria in parte in un controsoffitto della casa della sua collaboratrice Francesca Persi, e chiariscono che quelle somme “sono state lecitamente guadagnate”.

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I giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale hanno disposto, invece, la confisca della sua casa ma, come chiarito dall’avvocato Ivano Chiesa, non hanno ravvisato che Corona sia attualmente socialmente pericoloso.

Gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Sirotti hanno espresso “enorme soddisfazione” per la decisione dei giudici. “Ve l’avevamo detto che i soldi erano leciti”, ha commentato l’avvocato Chiesa. Stando a quanto precisato dal legale, i giudici (Rispoli-Cernuto-Pontani) hanno disposto la restituzione “integrale” dei circa 840mila euro che vennero trovati in cassette di sicurezza in Austria, in quanto soldi “lecitamente” guadagnati e su cui Corona poi ha provveduto a pagare le imposte.

Riguardo ai circa 1,76 milioni di euro trovati nel controsoffitto della casa della sua collaboratrice Francesca Persi, invece, sempre stando a quanto spiegato dal difensore, i giudici hanno stabilito che anche quella somma è stata guadagnata in maniera lecita dall’ex fotografo dei vip prima del 2013 e hanno disposto la confisca di circa 700mila euro, ossia della parte ancora dovuta a titolo di imposte.

Disposta, invece, la confisca della casa di via De Cristoforis che era stata sequestrata, perché quell’abitazione tra il 2008 e il 2009 sarebbe stata, secondo l’accusa, intestata fittiziamente a un collaboratore di Corona.

Lo stesso procuratore aggiunto Alessandra Dolci aveva chiesto la restituzione di quasi 1,9 milioni e la confisca della casa. E’ stata respinta, però, la richiesta di aggravamento della misura della sorveglianza speciale per Corona in quanto non è stato ritenuto attualmente socialmente pericoloso.

Per la difesa, in sostanza, i giudici hanno riconosciuto un illecito risalente a dieci anni fa, ma hanno considerato che dopo quel periodo l’ex agente fotografico ha sempre guadagnato in modo lecito. La valutazione sull’assenza di pericolosità sociale potrebbe influire in modo favorevole anche sulla conferma dell’affidamento terapeutico concesso a Corona a febbraio.

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