Fase 2, il virologo: “Meglio non dare date”. La supplica del Commissario: “A Pasqua pensate ai 16mila morti…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Aprile 2020 13:34 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2020 13:38
Fase 2, il virologo: "Meglio non dare date". La supplica del Commissario: "A Pasqua pensate ai 16mila morti..."

Fase 2, occhio al “liberi tutti” (Ansa)

ROMA – Sì, abbiamo tutti appena mandato a memoria la data del 4 maggio alla quale già ci aggrappiamo per il sospirato fine pena, l’inizio della Fase 2. Ma abbiamo annotato anche il 15 aprile, qualcosa riaprirà tra imprese e negozi…

Faremmo bene, invece, a concentrarci sul presente e sull’immediato futuro, Pasqua in particolare. Troppe le incognite, le incertezze legate a dati e curve. I sussulti del contagio, il clima da “liberi tutti” che rischia di tenerci isolati per altri mesi. E’ per questo che al Governo, da Conte in giù, serve un dentista per cavargli una data, un orizzonte temporale certo. Scienziati e virologi sconsigliano vivamente.

Il virologo Crisanti: “Meglio non dare date”

“Non bisognerebbe dare date sulla riapertura del Paese e sul momento in cui sarà possibile uscire di casa, perché la ripartenza dovrebbe avviarsi solo nel momento in cui avremo una condizione di rischio accettabile, altrimenti la ripresa dell’epidemia è pressoché certa”, spiega all’ANSA il virologo dell’Università di Padova Andrea Crisanti.

“Se seguissimo il modello cinese – dice – per la riapertura sarebbero necessari ancora dei mesi”, aggiunge. Come dire, ci ha detto anche bene, il lockdown alla cinese, peraltro alla fine vincente, quello è duro, altro che jogging e ora d’aria.

Il commissario Arcuri: “A Pasqua ricorda: 16523 morti”

Se il premier sente avvicinarsi – per obbligo di leadership caritatevole verso un’opinione pubblica traumatizzata – una “nuova primavera”, il commissario Domenico Arcuri deve recitare la parte del poliziotto cattivo, cioè lo scienziato che snocciola i freddi numeri della tragedia in corso. La tragedia di queste ore.

“Il numero di uomini e donne che perderanno la vita per il virus continuerà a crescere. Nei prossimi giorni in vista della Pasqua non dimenticate mai che si è portato via già 16.523 vite umane. Torno a supplicarvi, nelle prossime ore non cancellate mai questo numero dalla memoria. Attenti a illusioni ottiche, pericolosi miraggi, non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza, da un’ipotetica ora X che ci riporterà alla situazione di prima, nessun liberi tutti per ritornare alle vecchie abitudini”.

In attesa che si consumi si spera l’ultimo atto della trasmissione, quella infra-familiare, il fronte che secondo Crisanti va ora attaccato, ci aiuteranno i test sierologici su larga scala e il tracciamento dei contagi. E mascherine per tutti, ovviamente. Cui ci dovremo abituare velocemente, perché le porteremo per un sacco di tempo. L’unica scommessa che il commissario si sente di fare. (fonte Ansa)