Fecondazione assistita post mortem: ok all’utilizzo degli embrioni congelati del marito deceduto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Luglio 2019 12:45 | Ultimo aggiornamento: 1 Luglio 2019 12:46
Fecondazione assistita post mortem: ok all'utilizzo degli embrioni congelati del marito deceduto

Fecondazione assistita post mortem: ok all’utilizzo degli embrioni congelati del marito deceduto

ROMA – Una donna della provincia di Lecce ha vinto la battaglia legale per poter concepire un figlio dal marito scomparso l’anno scorso a causa di un tumore: la coppia, dopo aver incontrato problemi per riuscire a portare avanti una gravidanza, nel 2015 aveva fatto ricorso alla fecondazione medicalmente assistita. In attesa dell’impianto, il centro di procreazione assistita aveva “crioconservato” due embrioni fecondati con il liquido seminale del padre ormai defunto, un congelamento che valeva anche a termini di legge fino a che un giudice non ha dato il via libera.

Il tribunale di Lecce ha infine accolto il ricorso della donna, superando l’ostacolo dell’articolo 5 della legge, quello dove si dice che possono accedere alla procreazione assistita “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi”.

Il giudice ha riconosciuto il diritto alla maternità della donna, ha fatto valere il consenso già espresso dal marito prima della malattia e applicato la legge 40 nella parte in cui si fa divieto di sopprimere gli embrioni. Il tribunale ha stabilito “il diritto della donna a ottenere, sempre, il trasferimento degli embrioni crioconservati”. Il figlio nascerà nel 2020, il terzo caso in Italia di fecondazione post mortem. (fonte La Repubblica)