Francesco Mario Silenzi si uccide perché padre Diego…muore poco dopo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 febbraio 2015 11:53 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2015 11:53
Francesco Mario Silenzi si uccide perché padre Diego...muore poco dopo

Foto di repertorio Lapresse

PORTO SANT’ELPIDIO – Francesco Mario Silenzi e Diego Silenzi, padre e figlio, sono morti nello stesso giorno. Ha assunto i contorni di una vera e propria tragedia familiare quanto accaduto a Porto Sant’Elpidio, provincia di Fermo, nelle Marche. A colpire la comunità locale sono state le modalità e le motivazioni della vicenda: Diego Silenzi era da tempo malato e il figlio aveva saputo che aveva ormai le ore contate. Allora è andato in un parcheggio e si è sparato alla testa. Dopo poche ore papà Diego è morto in ospedale.

Marisa Colibazzi sul Resto del Carlino racconta la triste giornata della famiglia Silenzi:

Un figlio e un padre che se ne vanno nella stessa giornata, lasciando dietro di loro, Rosina, madre e moglie devastata negli affetti. Era circa mezzogiorno quando il parroco Don Francesco, recandosi nella chiesetta di Santa Caterina (a Villa Falconi) ha notato l’auto ferma sotto la scarpata, nell’area che funge da parcheggio. «Lì per lì non ho prestato tanta attenzione. Capita spesso che qualcuno si fermi per un riposino» racconta. Ma, ieri, qualcosa non quadrava. Il tempo di rendersi conto di cosa era accaduto e ha allertato i soccorsi. Sono piombati a Villa Falconi vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale, ambulanza della Croce Azzurra, automedica. Soccorsi tempestivi ma inutili visto che per Mario Silenzi non c’era più niente da fare: il 46enne era ancora seduto, senza vita, al posto di guida e, lì vicino, la pistola. Era stato visto in giro intorno alle 10,30: pare fosse andato a fare una visita in ospedale, al padre gravemente malato, per il quale era in grande apprensione.

Una giornata funestata da questa notizia, diventata ancora più dolorosa in serata quando in città si è diffusa la notizia del decesso del padre di Mario, Nando (72 anni), che aveva esalato il suo ultimo respiro nel letto d’ospedale dove era ricoverato.