Manuale dei jihadisti in Italia: armi, bersagli, look…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2015 15:14 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2015 15:14
Manuale dei jihadisti in Italia: armi, bersagli, look...

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BOLOGNA – Un vero e proprio manuale di addestramento. È quello che ha scoperto la Digos di Bologna nel pc di Abdelkrim Kaimoussi, uno dei quattro marocchini espulsi lunedì 23 novembre con l’accusa di essere reclutatori di gruppi jihadisti.

Il manuale del perfetto terrorista, dal titolo ‘La tecnica di guerra nelle città’, come scrive il Corriere.it, contiene una serie di direttive molto precise e rigide. Si comincia con il look: “Infiltratevi e camuffatevi, anche con un aspetto da semplici negozianti”.

Si passa poi all’organizzazione delle cellule, con una struttura ‘a grappolo’ e non piramidale: “Ognuno conosce solo il proprio capo, ovvero chi l’ha reclutato, e questi deve cambiare immediatamente domicilio nel caso in cui qualcuno della propria organizzazione dovesse essere arrestato. Nessuno può conoscere il nome del proprio capo e ogni cellula deve formarne altre, ma questo può avvenire solo tramite mediatori in possesso di più di una cittadinanza per poter circolare liberamente nel territorio europeo”.

Le cellule devono operare distintamente, seguendo compiti ben precisi: “Il primo gruppo è il comando, composto dall’emiro e dal suo vice che stabiliscono gli obiettivi da colpire e coordina il secondo gruppo. Questo dovrà effettuare una doppia ricognizione dell’obiettivo da colpire”.

Molto ampie sono anche le istruzioni sulla ricognizione: “Occorre indicare tutti i dettagli dei possibili obiettivi, non solo le dimensioni, le entrate e le uscite di sicurezza, ma anche il numero del personale e quello delle guardie di sicurezza, oltre alla loro posizione”. C’è anche un esempio specifico: quello del primo attacco al World Trade Center nel 1993, dove la quantità di esplosivo utilizzata si rivelò troppo modesta per far crollare l’edificio.

I gruppi non finiscono qui: l’organizzazione prevede che uno si occupi del rifornimento di armi ed esplosivi, mentre un altro è quello che effettua l’operazione vera e propria. “Per attaccare, ad esempio, la Banca Centrale Europea con 12 mujaheddin, ognuno di loro avrà bisogno almeno di tre bombe a mano, un kalashnikov e una cintura esplosiva da 20 kg. Il gruppo della ricognizione, poi, dovrà registrare le immagini degli attacchi per la propaganda”.