Marinunzia Garofalo, si indaga sulla donna morta sepolta tra i rifiuti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 14:03 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 14:03
carabinieri, Ansa

Una volante dei carabinieri (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Abbandono di persona incapace. È questo il reato per cui ora la procura di Potenza indaga nel caso di Marinunzia Garofalo, la donna di 51 anni trovata agonizzante nella sua abitazione lo scorso 20 novembre. Trovata agonizzante sul suo letto in una casa stracolma di escrementi e rifiuti. La donna morì due giorni dopo in ospedale. Poco prima di morire Marinunzia riuscì a trovare la forza solo per chiedere un po’ d’acqua.

Proprio in ospedale i medici scoprirono che la donna aveva riportato la rottura di un femore, motivo per cui probabilmente era costretta a letto

La donna, 51 anni e originaria di Salerno, fu trovata in queste condizioni dal marito. Marito che da tempo non viveva più con lei. Almeno così spiega FanPage:

“Allettata in una casa ricolma di spazzatura, rifiuti, escrementi, in un uno stato di avanzato degrado. Così l’hanno trovata quando finalmente il marito, che non viveva più con lei, ha preso la decisione di chiamare i soccorsi.

A farsi largo tra quelle mura di immondizia sono stati per primi i vigili del fuoco e lo hanno fatto indossando la tuta che si utilizza in caso di attacco batteriologico, per proteggersi dai rischi per la propria salute. Perfino maneggiare l’ossigeno in quella casa è parso pericoloso, tanto che i sanitari lo hanno evitato per scongiurare possibili incendi. Ai paramedici, che li seguivano, Nunzia ha avuto appena la forza di chiedere dell’acqua prima di finire in stato d’incoscienza. È morta poco dopo in ospedale, stremata dalla mancanza di cibo e acqua”.

Fonte: FanPage.