Massimo Carminati torna libero dopo 5 anni VIDEO. Il “nero” fu arrestato nell’inchiesta “Mondo di Mezzo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2020 10:49 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2020 15:26
Massimo Carminati torna libero dopo 5 anni. Il "nero" fu arrestato nell'inchiesta "Mondo di Mezzo"

Massimo Carminati torna libero dopo 5 anni. Il “nero” fu arrestato nell’inchiesta “Mondo di Mezzo” (Foto Ansa)

ROMA – Massimo Carminati, il “Nero” del “Mondo di Mezzo”, torna libero dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione.

Lascia oggi, martedì 16 giugno 2020, il carcere di Oristano. Dopo tre rigetti da parte della Corte d’Appello, accolta l’istanza di scarcerazione, per scadenza dei termini di custodia cautelare, dal Tribunale della Libertà.

Massimo Carminati, uno dei principali protagonisti dell’inchiesta denominata Mafia Capitale, era finito in manette nel dicembre 2014 e condannato in appello nel 2018 a 14 anni e sei mesi di reclusione. Condanna poi annullata, poi la scarcerazione. 

“Siamo soddisfatti che la questione tecnica che avevamo posto alla Corte d’Appello e che tutela un principio di civiltà poi correttamente valutata dal Tribunale della libertà”, dice l’avvocato di Carminati all’AdnKronos.

A seguire il video di Carminati che esce dal carcere di Oristano (Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev). 

 

Carminati, le motivazioni della Cassazione.

Il 12 giugno la Cassazione aveva pubblicato le motivazioni con cui spiegava che ai protagonisti dell’inchiesta Mondo di Mezzo non era possibile contestare l’aggravante mafiosa nell’associazione a delinquere. 379 pagine per demolire l’indagine partita nel 2010 dai pm, faldoni ora declassati a inchiesta su due “semplici” associazione a delinquere.

“Gregari e comprimari di una Roma in piena decadenza morale e gestionale, non usavano armi e nemmeno l’intimidazione”, dice la Cassazione cancellando l’ombra mafiosa. La Cassazione ha diramato poi una nota nella quale sottolinea che “alla fine è stata confermata la responsabilità penale di quasi tutti”. Per una serie “di gravi reati contro la pubblica amministrazione. Oltre che per la partecipazione alle associazioni criminali” ribadendo “le precedenti decisioni di merito”.

Scrivono i giudici, “appare evidente, dalla sentenza di secondo grado, che non risulta affatto il ruolo di Massimo Carminati quale terminale di relazioni criminali con altri gruppi mafiosi”.

Nessun ruolo era gestito da Carminati con settori finanziari, servizi segreti o altro. La gestione delle relazioni con gli amministratori era compito quasi esclusivo di Salvatore Buzzi. Avendo Carminati relazioni determinanti solo con alcuni ex commilitoni di estrema destra approdati nell’organigramma del Campidoglio”.

Insomma l’ex neofascista non avrebbe avuto contatti significativi con il clan Casamonica, con quello dei fratelli Senese, con l’ex della banda della Magliana Ernesto Diotallevi. (Fonte AdnKronos).