Massoneria, scontro tra Avvenire e Grande Oriente d’Italia. La replica del Gran Maestro Stefano Bisi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2017 15:58 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2017 15:59
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Massoneria, scontro tra Avvenire e Grande Oriente d’Italia. La replica del Gran Maestro Stefano Bisi

ROMA – Scintille tra l’Avvenire e il Grande Oriente d’Italia. Il giornale dei vescovi venerdì mattina ha infatti pubblicato una lettera del Gran Maestro, Stefano Bisi, che solleva le ragioni della inconciliabilità tra Chiesa e Massoneria e che, scrive, “sicuramente continueranno ad alimentare il dibattito teologico e non solo chissà ancora per quanti altri secoli”.

Bisi spiega all’Avvenire che i massoni “non devono convincere nessuno ma di certo la Massoneria non potrà mai e poi mai avallare dogmi e assiomi fideistici che sono lontani dalla sua ultrasecolare tradizione”. Alla lettera ha dato risposta il direttore del giornale della Cei. Pur dando giudizi favorevoli sul dialogo in corso, Marco Tarquinio fa notare che vi è effettivamente “inconciliabilità tra sguardo cattolico e visione massonica: Mai e poi mai… lei scrive, a proposito dei cardini della fede professata da un miliardo e trecento milioni di cattolici. E questo inesorabilmente scomunica”. Infine non manca una frecciata: “Sono curioso di vedere se nel dare conto del piccolo dialogo epistolare con me stavolta riterrà utile far menzionare dal sito del Goi pure la mia risposta”.

A questo punto lo stesso Bisi ha voluto contro replicare con questa lettera inviata all’Avvenire:

Gentile direttore,
ho letto l’articolo pubblicato su “Avvenire” nell’edizione di mercoledì 1 novembre, a firma del sacerdote Ennio Stamile, referente regionale di Libera Calabria, dal titolo «Chiara inconciliabilità. Chiesa e Massoneria lo “scandaloso” dialogo» e vorrei cogliere l’occasione per argomentare alcune riflessioni; ovviamente dal nostro punto di vista di liberi muratori del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, su una vicenda, quella dei rapporti più o meno inconciliabili fra Chiesa e Massoneria, che va avanti sine die da secoli. E che sicuramente continuerà ad alimentare il dibattito teologico e non solo chissà ancora per quanti altri secoli. L’appuntamento organizzato dal Grande Oriente d’Italia a Siracusa ed al quale parteciperanno insieme al vescovo di Noto, monsignor Antonio Staglianò e monsignor Maurizio P. Aliotta, i Gran Maestri aggiunti Santi Fedele e Sergio Rosso, nasce col preciso intento di favorire un dialogo in cui, senza pregiudizi e invasioni di campo, senza dogmatismi e accuse, mantenendo ognuno il proprio ruolo, si possa discutere serenamente pur mantenendo le diverse visioni e le distanze. Posso subito rassicurare padre Stamile su un punto: la Libera Muratoria non deve convincere nessuno.

Nessuna idea strumentalizzatrice, quindi, e nessuna voglia allo stesso tempo di finire strumentalizzati o colpevolizzati. Ognuno dica chiaramente il proprio punto di vista e, con tolleranza, virtù della quale noi massoni facciamo continuo e saggio esercizio, rispetti quello degli altri. Di certo la Massoneria non potrà mai e poi mai avallare dogmi e assiomi fideistici che sono lontani dalla sua ultrasecolare Tradizione. A costo di continuare a essere tacciata di relativismo. Con padre Stamile, concordo su un punto, quello del dialogo. Lo scrissi qualche anno fa anche al cardinale Gianfranco Ravasi dopo un suo articolo che aveva il tenore di una possibile apertura e di un invito a Iparlarsi. Quella del dialogo è l’unica via percorribile fra Istituzioni che operano per il bene dell’Umanità e la fratellanza. Noi, infatti, lasciamo ciascun fratello libero di credere nella propria religione. Se dopo Siracusa, Chiesa e Massoneria saranno più vicine o sideralmente più lontane lo diranno gli eventi e i comportamenti. Da parte nostra, e approfitto di questa lettera per ribadirlo, non c’è pregiudizio. Forse più nell’ambito ecclesiastico serve ancora una dose massiccia di coraggio per superare gli stereotipi con cui ancora viene vista la Massoneria, superare la paura di parlarsi intellettualmente ed essere pronti ad intraprendere anche dei percorsi comuni sulle cose che avvicinano più che su quelle che sembrano insormontabili o inconciliabili. Oltre che la teologia bisogna anche sapere usare la ragione e il cuore. Noi massoni siamo uomini del dialogo e siamo pronti a dimostrarlo ancora una volta e senza condannare o scomunicare nessuno.

Stefano Bisi Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia

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