Ingegneri, medici, avvocati: fuga per la pensione. Rischio contributivo

Pubblicato il 16 Dicembre 2011 11:37 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2011 11:37

ROMA – Ingegneri, architetti e avvocati, fuga per la pensione. Scrive Enrico Marro sul Corriere della Sera che la stretta sulle abbia messo in allarme orde di liberi professionisti: medici, avvocati, architetti, geometri, giornalisti, farmacisti, psicologi, infermieri, veterinari, spedizionieri. Tutti iscritti a casse previdenziali settoriali, che ora temono le strette chieste dal governo. Questi enti, è la richiesta del governo, dovranno presentare bilanci con previsioni di sostenibilità finanziaria a 50 anni, altrimenti verrà applicato ai loro iscritti il sistema contributivo previsto per tutti. E molte di queste casse avrebbero conti non proprio in positivo.

“C’è un aumento delle domande di pensionamento ancora non quantificabile”, ha detto Andrea Camporese presidente dell’Inpgi, istituto di previdenza dei giornalisti e presidente di turno dell’Adepp (associazione di rappresentanza delle casse dei professionisti). In aumento anche le domande di riscatto degli anni di laurea.

Marro ha spiegato che diverse casse hanno approvato riforme che stringono i requisiti e i criteri di calcoli e altri interventi saranno necessari perché la manovra del governo prevede che, se entro giugno, questi enti non presenteranno bilanci con previsione di sostenibilità finanziaria a 50 anni, verrà imposto per legge l’adozione del metodo di calcolo contributivo e un prelievo dell’un per cento sulle casse previdenziali.

L’Adepp. scrive sempre il Corriere, auspica un confronto con Elsa Fornero che accusa le casse di aver erogato un eccesso di benefit alle generazioni passate a scapito dei giovani professionisti.