Racket del “caro estinto”, infermieri e becchini smascherati da un video choc

Pubblicato il 9 agosto 2010 8:15 | Ultimo aggiornamento: 9 agosto 2010 10:55

Il racket del caro estinto messo su da becchini con l’ausilio degli infermieri. Sos Racket e usura di Milano ha immortalato in un video choc infermieri e addetti delle pompe funebri che speculavano negli ospedali sfruttando il dolore di familiari in lutto.  Il documento, già al centro di clamorose denunce è stato poi diffuso questa notte su Internet.

I cittadini, con una videocamera nascosta, hanno ripreso gli infermieri che “consigliavano” le imprese a cui evidentemente erano collegati, in due ospedali, uno nel capoluogo lombardo e uno nell’hinterland, e poi hanno testimoniato il lavoro irregolare degli addetti delle pompe funebri, indebitamente presenti nelle strutture sanitarie, che a loro volta davano informazioni non veritiere sulla Legge e sulle procedure, per accaparrarsi il cliente.

”C’è una mia zia che non sta bene. I miei cugini sono su in corsia, dicono che è questione di ore…”. Con queste parole i finti parenti avvicinavano gli infermieri delle camere mortuarie e prima ancora che finissero di spiegare venivano portati in uffici e “consigliati” su che impresa di pompe funebri chiamare.

In un caso, in un ospedale dell’hinterland a sud di Milano, il paramedico, in pieno orario di lavoro, si è tolto il camice e ha perfino accompagnato il finto parente direttamente nell’ ufficio dell’impresa mortuaria. Ogni volta, naturalmente, i costi erano di mille o duemila euro superiori a quelli della tariffa minima. E in più di un’occasione i becchini si sono spacciati per ”ditte appaltatrici” dell’ospedale o addirittura del Comune.

”E’ rimasto tutto come prima – dice Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos Racket e usura – Il racket del caro estinto, che ha mostrato legami criminali e procedure da guerra commerciale, e’ sempre li’ che incombe sulla testa dei cittadini in un momento di bisogno e difficolta’. E nessuno lo riesce a stroncare”. Un’indagine che fece scalpore, con arresti e denunce nel settore, venne realizzata proprio a Milano nel settembre scorso.