Il reddito di cittadinanza del detenuto: lui ai domiciliari, la moglie al Caf…

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 9 Ottobre 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2020 12:22
Reddito di cittadinanza al detenuto

Reddito di cittadinanza al detenuto: la moglie lavora al Caf (Ansa)

Percepiva il reddito di cittadinanza nonostante fosse detenuto.

Si tratta di un 50enne che sta scontando ai domiciliari una condanna definitiva per droga. E’ finito sotto indagine della Procura locale. Insieme alla moglie, dipendente di uno sportello Caf Acli della Bassa bresciana: reddito di cittadinanza a un detenuto, che è un titolo di demerito che esclude dal beneficio, carte false per ottenerlo.

Reddito di cittadinanza del detenuto: già percepiti oltre settemila euro

La donna avrebbe firmato le pratiche per conto del marito omettendo che fosse detenuto e senza presentare i redditi dei figli presenti in casa.

Avelino. Reddito di cittadinanza come garanzia per pagare la droga

Sgominata ad Avellino una organizzazione dedita allo spaccio e alla produzione di sostanze stupefacenti.

Il recapito della droga ai clienti, una sessantina, direttamente a casa nonostante le restrizioni agli spostamenti imposte dall’emergenza sanitaria durante il lockdown.

Tra i clienti anche percettori del reddito di cittadinanza: non disponendo di denaro contante, si impegnavano a pagare l’acquisto delle dosi al momento dell’accredito del beneficio.

L’organizzazione composta da persone tra i 20 e i 65 anni residenti in maggioranza in Irpinia ma anche nelle province di Caserta e Salerno, riforniva i clienti di cocaina, marijuana e hashish.

Che nei colloqui telefonici diventavano “fili elettrici”, “prosciutto crudo”, “birra”, “caffè”.