Rom e sinti in Italia sono circa 150mila, 26mila nei campi

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 giugno 2018 15:38 | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2018 15:38
Rom e sinti in Italia sono circa 150mila, solo 26mila nei campi

Rom e sinti in Italia sono circa 150mila, solo 26mila nei campi (Foto Ansa)

ROMA –  Tra i 120mila e i 180mila: tante sono le persone rom, sinti e camminanti in Italia. E tra loro 26mila sono in emergenza abitativa, vivono, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] cioè, in baraccopoli formali o informali o nei centri di raccolta monoetnici.

I dati arrivano da un rapporto dell’Associazione 21 luglio presentato in Senato lo scorso aprile. Secondo i dati della onlus, che ogni anno fa il punto sullo stato dei diritti delle popolazioni rom e sinte in condizioni di emergenza abitativa, “anche nel 2017 l’Italia ha continuato a essere il ‘Paese dei campi’, perseverando nell’utilizzo di politiche discriminatorie e segreganti nei confronti delle popolazioni rom e sinte presenti sul territorio nazionale oltre che nelle persistenti operazioni di sgombero forzato”.

In Italia, dicono i dati di Associazione 21, le baraccopoli cosiddette formali sono 148, distribuite in 87 Comuni di 16 regioni da Nord a Sud, per un totale di circa 16.400 abitanti, mentre sono 9.600 le persone che vivono negli insediamenti informali.

A fine 2017 in Italia risultavano ancora attivi due centri di accoglienza monoetnici riservati alle comunità rom per un totale di 130 residenti, uno a Napoli e uno a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Dei rom e sinti residenti nelle baraccopoli formali si stima che il 43% abbia la cittadinanza italiana, mentre 9.600 sono i rom originari dell’ex Jugoslavia di cui circa il 30% è a rischio apolidia. Nelle baraccopoli informali vivono anche l’86% dei cittadini di origine rumena. Roma detiene il primato del maggior numero di insediamenti presenti, 17 in totale, di cui 6 formali e 11 cosiddetti ‘tollerati’.

Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21, su Facebook stigmatizza il censimento voluto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “È un’ iniziativa illegale. Salvini poi menziona Maroni dimenticando che fu proprio lui a inaugurare nel 2008 la costosissima e fallimentare “Emergenza Nomadi” che, oltre ad essere dichiarata illegittima dal Consiglio di Stato, creò l’humus sul quale nacque Mafia Capitale”, scrive. E ricorda anche che il Consiglio di Stato ha risarcito con 18 mila euro un rom sottoposto a censimento.

 

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