Roma, la filastrocca delle 12mila maestre: “Quella di ruolo ha un gran febbrone…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Giugno 2015 10:49 | Ultimo aggiornamento: 19 Giugno 2015 10:52
Roma, la filastrocca delle 12mila maestre: "Quella di ruolo ha un gran febbrone..."

Roma, la filastrocca delle 12mila maestre: “Quella di ruolo ha un gran febbrone…”

ROMA – “Ecco l’asilo dove al mattino / vien la maestra con il trenino. / Quella di ruolo sul primo vagone / ha quasi sempre un gran febbrone. / E la supplente che viene seconda / dopo due giorni è già moribonda / Passa la terza e questo convoglio / scassa le casse del Campidoglio…”. Filastrocca che gira davvero, assicurano sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul loro approfondimento dedicato agli sprechi di Roma. Filastrocca che viene declamata anche dalle dirette interessate tra asili nido e scuole materne comunali.

Quindi le cifre: le maestre sono, tra stabili e precarie, quasi 12mila e in totale il costo annuo supera i 200 milioni. Scrivono Stella e Rizzo:

Le maestre in pianta stabile, che complessivamente costano 145 milioni, sono 5.400. Ma ce ne sono altre 2.400 a tempo determinato, supplenti delle titolari e altre 4.000 superprecarie (quadruplicate in pochi anni) per la supplenza delle supplenti assenti. Per un costo totale, insieme, di altri 65 milioni.

Il problema non è tanto e solo di numeri. E’ che il tasso di assenze delle maestre è superiore al 30%. Troppo persino per Ignazio Marino che ora è alle prese con il nuovo buco nelle casse del Comune dovuto al salario accessorio ai dipendenti dato durante la gestione di Gianni Alemanno e che infatti aveva pensato e provato a mettere in atto una serie di controlli. Come sia finita la racconta ancora il Corriere:

Una situazione così pesante che Marino a un certo punto chiese all’Inps di fare dei controlli a tappeto. Era tutto pronto. Controlli garbati. Men che mai polizieschi: si sa che i piccoli si ammalano spesso e coi piccoli si ammalano le maestre. Insomma, niente a che fare con la Gestapo. Eppure, la mattina in cui dovevano partire i controlli, la lista delle assenti non è partita. E così il secondo giorno, il terzo, il quarto… Controlli sospesi. Evaporati…