Scandalo protezione civile. Per i pm di Firenze Fusi (imprenditore edile) non fu concusso: lo voleva proprio

Pubblicato il 11 Marzo 2010 23:52 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2010 23:52

“Deve in radice escludersi la sussistenza di una concussione: Riccardo Fusi persegue volontariamente e con ogni sforzo il risultato finale a suo vantaggio, nessuno lo aveva indotto a scegliere questa via”: questa è la conclusione cui giungono i pm di Firenze nella richiesta di custodia cautelare in carcere per l’imprendiore Riccardo Fusi e altri cinque indagati (Fusi è rimasto comunque libero poiché il gip ha respinto la richiesta di arresto), per l’appalto per la scuola marescialli dei carabinieri di Firenze.

Scrivono i pm: “Occorre dedicare alcune osservazioni per escludere nel caso di specie l’ipotesi della concussione. Nella presente vicenda è agevole sostenere che non c’è mai stato in alcun momento neanche il minimo sospetto che si versasse in un’ipotesi concussiva: il privato [Fusi] non è mai stato indotto ad accettare le offerte, a formulare le promesse, a erogare le dazioni perché costretto”. Per i pm quindi “la volontà del privato di raggiungere il risultato aspettato, aggirando, superando, rimuovendo le determinazioni contrarie a suo tempo espresse dalla pubblica amministrazione, come sospensione dei lavori, rideterminazione dell’indice sismico, risoluzione del contratto, esecuzione in danno ed altre ancora, non è certo tipico di chi subisce, di un concusso costretto, ma di chi non solo sta al gioco, ma lo dirige in prima persona”.