Segrate, catechista: “Essere gay è una malattia”. Cresimandi lasciano il corso

Pubblicato il 3 Giugno 2013 10:14 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2013 10:14
Segrate, catechista: "Essere gay è una malattia". Cresimandi lasciano il corso

Segrate, catechista: “Essere gay è una malattia”. Cresimandi lasciano il corso

MILANO – “L’omosessualità è una malattia“: l0 ha detto una catechista dell’oratorio San Felice di Segrate, alle porte di Milano. Ed è scoppiato un putiferio: la donna, sessantenne, ha suscitato prima l’indignazione dei cresimandi, poi del sindaco (eletto con una coalizione di centrodestra) e infine persino il parroco ha preso le distanze dalle sue parole. Ma lei è rimasta irremovibile sulle sue posizioni.

“Sono persone come noi, non si possono discriminare”, l’hanno contraddetta i ragazzi. “Solo una coppia fatta da uomo e donna può avere figli e crescerli nella maniera giusta”, ha replicato la donna. Alla fine due su dieci hanno deciso di abbandonare il corso.

Il quotidiano la Repubblica, riporta la cronaca dei fatti:

Prima in parrocchia, con due dei dieci cresimandi (tutti ragazzi di terza media) che hanno chiesto espressamente di non seguire più l’insegnante. Poi su Facebook, con decine di commenti sull’episodio (molti anche a favore della catechista), e quindi in città. Con il sindaco di centrodestra, Adriano Alessandrini, che parla di “affermazioni che appartengono a un passato che la società civile ritiene superato da tempo”. Per ora, comunque, non è stato deciso alcun provvedimento. E il parroco, don Andrea Sangalli, pur senza prendere le difese della catechista, ritiene eccessivo il suo allontanamento, richiesto invece da alcuni genitori.