Stato di emergenza non è lockdown: mascherina sì, chiusi in casa no

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2020 11:34 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2020 11:35
Stato di emergenza non è lockdown: mascherina sì, chiusi in casa no

Stato di emergenza non è lockdown: mascherina sì, chiusi in casa no (Foto Ansa)

Lo stato di emergenza non è un nuovo lockdown. Significa continuare a fare attenzione e indossare mascherine, ma non vuol dire essere costretti a restare chiusi in casa e serrare negozi e attività.

Si tratta di una dovuta precisazione che ha voluto fare lo stesso premier Giuseppe Conte. Quando infatti ieri è stato prorogato lo stato di emergenza fino al 15 ottobre alcuni hanno pensato che si trattasse di un nuovo lockdown. Cosa ovviamente non vera.

Ed è proprio Conte a precisarlo: “Se non si condivide la necessità di prorogare l’emergenza lo si dica in modo franco al governo ma non si faccia confusione sulla popolazione, perché oggi sui social c’è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d’emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. Non è affatto così”.

“La proroga dello stato di emergenza è inevitabile” sulle basi “di valutazioni squisitamente, vorrei dire meramente tecniche”: queste le parole del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

“Manteniamo un cauto livello di guardia, non intendiamo introdurre misure restrittive. Vi posso assicurare che da parte del Governo, mia personale, di tutti i ministri non vi è nessuna intenzione di drammatizzare. Né di alimentare paure ingiustificate nella popolazione. La scelta di prorogare lo stato di emergenza non è affatto riconducibile alla volontà di voler creare una ingiustificata situazione di allarme”. Dice ancora Conte alla Camera.

E ribadisce che non c’è intenzione di adottare “nuove misure restrittive ma, se del caso, confermare quelle misure precauzionali minime che ci stanno consentendo di convivere con il virus”.

Proroga fino al 15 ottobre

“Il governo è favorevole alla risoluzione della maggioranza” che prevede la proroga dello stato d’emergenza al 15 ottobre “e non favorevole a quella dell’opposizione”, ha detto Conte in Aula al Senato.

“La dichiarazione dell’emergenza è prevista dal codice di protezione civile: la legittimità di queste previsioni è stata vagliata positivamente dalla Corte Costituzionale. Costituisce il presupposto per l’attivazione di una serie di poteri e facoltà necessari per affrontare con efficacia e tempestività le situazioni emergenziali. Tra i poteri fondamentale è il potere di ordinanza, che consente norme in deroga a ogni disposizione vigente, nei limiti indicati dalla dichiarazione di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico e dell’Unione europea”, ha spiegato Conte in Senato. 

Conte: “Incongruo sospendere bruscamente le misure emergenziali”

“La proroga dell’emergenza è una facoltà espressamente prevista dalla legge ed è attivabile ove si renda necessaria la prosecuzione degli interventi. Questa esigenza si verifica quasi sempre. L’emergenza è ordinariamente prorogata dal governo. Sarebbe incongruo sospendere bruscamente l’efficacia delle misure adottate se non quando la situazione è riconducibile a un tollerabile grado di normalità. Se questo è vero per eventi che si esauriscono una volta per tutte, come un terremoto, è ancor più vero per la pandemia”. Ha aggiunto il presidente del Consiglio. 

L’emergenza coronavirus ha “i tratti di un processo in continua e imprevedibile evoluzione che ancora oggi, seppure in misura contenuta e territorialmente circoscritta, non ha ancora esaurito i suoi effetti”, ha detto il premier. (Fonti Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).