Strage di Capaci 23 anni dopo. Renzi: “Io non dimentico”. Mattarella: “Mafia zavorra”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2015 10:01 | Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2015 13:08
Strage di Capaci 23 anni dopo. Renzi: "Io non dimentico". Mattarella nell'aula bunker

Giovanni Falcone

PALERMO – “Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro #ionondimentico“. Così su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi apre la giornata del ricordo a 23 anni dalla strage di Capaci. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è invece nella celebre Aula Bunker, il “tempio” del maxiprocesso che scaturì dall’azione di Falcone, Borsellino e del pool antimafia.

Il Capo dello Stato è intervenuto ringraziando a nome dell’Italia le vittime delle stragi, parlando di quella di Capaci come di “una profonda ferita per lo Stato”, e lodando l’attività svolta dalle associazioni a favore dello sviluppo della legalità: “Un saluto particolare e un ringraziamento di cuore va alla professoressa Maria Falcone – ha proseguito Mattarella – che ha avuto la forza di trasformare il dolore più grande in una straordinaria energia civile, la quale, a sua volta, ha generato altra passione, creatività, responsabilità; e tutto ciò ha preso forma in reti diffuse di cittadinanza attiva”. “Un saluto caloroso, e un ringraziamento speciale – ha aggiunto Mattarella – rivolgo ai giovani presenti e a quelli che sono collegati in altre piazze d’Italia: voi ragazzi davvero anche per quel che avete detto rappresentate il futuro e la speranza per il nostro paese”. “Le tante associazioni – ha detto ancora – che operano in favore della legalità sono un patrimonio irrinunciabile per il nostro Paese”.

 “Non possiamo rinunciare, non potete rinunciare ad essere costruttori di una società migliore – ha detto Mattarella rivolgendosi ai giovani – la quale inevitabilmente passa per la partecipazione larga del nostro popolo, per la possibilità che le sue molteplici energie, solidali e democratiche, si possano esprimere con libertà effettiva. Dobbiamo unire sempre più, contro la mafia, tutte le energie positive. E trarre il meglio da noi stessi e da chi ci sta vicino”. E ancora: “Siamo qui per rinnovare una promessa: Batteremo la mafia, la elimineremo dal corpo sociale perché è incompatibile con la  libertà e l’ umana convivenza. E perché l’azione predatoria delle varie mafie ostacola lo sviluppo, impoverisce i territori, costituisce una zavorra non solo per il sud ma per tutta l’italia”. E poi una stoccata al mondo del calcio scosso dagli scandali: Mattarella ha aggiunto che è “intollerabile che mafie di vario genere cerchino di alterare i risultati delle partite, è una vergogna”.

Con il capo dello Stato anche il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giovanni Legnini, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Rodolfo Maria Sabelli e la professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato con la moglie e la scorta dall’esplosione di 500 chili di tritolo posti nel tratto autostradale che collega l’aeroporto con il capoluogo.

Anche quest’anno si terranno i due cortei aperti a tutta la società civile. Il primo corteo partirà alle 15.30 da Via D’Amelio, il secondo si muoverà alle 16 dall’Aula Bunker. Entrambi raggiungeranno l’Albero Falcone in Via Notarbartolo. Diverse cittadine della provincia di Palermo (fra queste Partinico, Caccamo e Capaci) organizzeranno iniziative parallele.

Ma Palermo oggi non è sola nel ricordo di chi ha dato la vita per indicare la via che porta all’affrancamento e al riscatto dalla mafia. Perché sono oltre 40mila gli studenti di tutto il Paese, ma anche un centinaio provenienti da Europa e Stati Uniti, e diverse le piazze italiane (Milano, Gattatico, Firenze, Napoli, Rosarno, Corleone) che oggi aderiscono a Palermo chiama Italia, la manifestazione organizzata dalla fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, in collaborazione con la direzione generale per lo studente del Ministero dell’Istruzione, in occasione del ventitreesimo anno senza Falcone e Borsellino. Alle piazze reali si uniranno quelle virtuali, attraverso i profili @miursocial e @23maggioitalia. Su twitter è in corso una “gara” di selfie di chi vuole dire no alla mafia attraverso l’hashtag #palermochiamaitalia.

Perché, come ha spiegato Maria Falcone a margine della commemorazione, “solo insieme, costituendo una forza comune, si vince la guerra contro la mafia“.