Luigi Capasso aveva già aggredito la moglie. Una strage annunciata?

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 marzo 2018 8:38 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 8:48
Luigi Capasso, il carabiniere di Cisterna Latina aveva già aggredito la moglie. Una strage annunciata

Luigi Capasso aveva già aggredito la moglie. Una strage annunciata?

LATINA – Luigi Capasso, il carabiniere di Cisterna Latina che ha sparato alla moglie, Antonietta Gargiulo, e ucciso le sue bambine di 8 e 14 anni prima di togliersi lui stesso la vita, aveva già aggredito la donna. Lo racconta l’avvocato di Antonietta, Maria Concetta Belli, che ora denuncia con rammarico: “Se ci fosse stato almeno un divieto di avvicinamento forse oggi non staremmo qui a piangere due bambine”.

Antonietta Gargiulo, unica sopravvissuta alla mattanza del marito, sta ancora lottando per la vita nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma. E’ stata sedata, ma poco prima il suo pensiero è andato ancora una volta alle sue figlie, Alessia e Martina. “Come stanno?”, chiedeva ignara che forse lui le aveva già uccise nel sonno quando all’alba l’ha lasciata agonizzante in garage e le ha rubato le chiavi di casa per barricarsi nell’appartamento.

Non sono bastati due esposti per maltrattamenti a fermare la mano, armata, del carabiniere furioso. Antonietta, spiega ancora all’Ansa l’avvocato Belli, “era stata aggredita con urla e schiaffi fuori dal suo luogo di lavoro il 4 settembre scorso. Tre giorni dopo ha presentato un esposto in questura ma non una denuncia in quanto temeva che il suo gesto potesse far perdere il lavoro al marito”.

L’episodio di cui parla l’avvocato è avvenuto nei pressi dello stabilimento Findus di Latina, dove Antonietta Gargiulo lavorava. La donna – sempre secondo il racconto del legale – era in pausa ed era all’esterno dell’azienda assieme ad alcuni colleghi quando si è presentato il marito che, davanti agli altri, l’ha aggredita con urla e schiaffi. “E’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso – dice ancora Belli – c’erano stati altri episodi, lui era ossessivo nei suoi confronti e quell’aggressione ha segnato il limite”.

Episodio confermato tra l’altro anche da un negoziante della zona del Casale dei Pini, dove la donna abitava. Capasso, ha raccontato, “picchiò la moglie perché lei la scorsa estate lo aveva cacciato di casa: si presentò davanti allo stabilimento della Findus dove Antonietta lavorava e le diede uno schiaffo facendole cadere il telefono cellulare”. “Era geloso della moglie – prosegue il negoziante – la rabbia dell’uomo era esplosa perché lei aveva mandato un sms ad un suo collega per sfogarsi della difficile situazione matrimoniale che viveva”.

Tre giorni dopo dunque, il 7 settembre, Antonietta Gargiulo è andata in questura a Latina e ha presentato un esposto, ma non una denuncia. E un altro, secondo quanto si apprende, lo ha presentato a gennaio al commissariato di Cisterna di Latina, sempre dello stesso tenore di quello di quattro mesi prima. In entrambi i documenti, però, la donna non avrebbe mai fatto riferimenti specifici ad aggressioni subite ma avrebbe dato solo indicazioni generiche su determinati comportamenti del marito. Entrambe le segnalazioni sono in ogni caso state vagliate senza che emergessero fatti penalmente rilevanti. Dunque si è tentata la strada della ricomposizione bonaria dei rapporti.

Un’altra strada, inoltre, sarebbe stata percorsa anche dagli stessi colleghi di Capasso. Antonietta si era rivolta anche al comandante dei carabinieri della Caserma di Velletri, dove l’appuntato Capasso era in servizio. Ci era stata varie volte per metterlo al corrente della situazione e scongiurando il comandante di intervenire. Racconta ancora l’avvocato Belli: “A quanto mi raccontava la mia cliente, il Comandante lo aveva fatto. Le aveva promesso che avrebbe parlato con il marito, che lo avrebbe fatto ragionare e lei ogni volta usciva tranquillizzata da questi colloqui. Si fidava molto di questo carabiniere”.

Insomma quella di Cisterna Latina era a tutti gli effetti una strage annunciata. Qualcuno avrebbe potuto fermare Capasso, ma niente è stato fatto. Nulla di incisivo comunque.

IL POST PREMONITORE DEL 10 FEBBRAIO

Scorrendo la bacheca Facebook di Luigi Capasso si scopre anche quella che sembrerebbe una frase premonitrice. Era il 10 febbraio quando l’appuntato scriveva: “Non dire mai ‘a me non accadrà’, ‘io non lo farei mai’, perché la vita sa essere imprevedibile e nessuno è immune da certe cose. Tutto capita anche quello che mai avresti immaginato”.

In un altro post del 7 gennaio riportava una citazione: “A volte ti prende la voglia di diventare cattivo, ma purtroppo lo dici ma poi non lo fai, per il semplice motivo che cattivi si nasce”. E ancora: “Il tempo e la pazienza possono più della forza e della rabbia”.