Cronaca Italia

Tallio mistero: dove sta? In quale cibo? Altri due intossicati della stessa famiglia

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Tallio mistero: dove sta? In quale cibo? Altri due intossicati della stessa famiglia

ROMA – Tallio mistero: dove sta? In quale cibo? Altri due intossicati della stessa famiglia. Hanno iniziato a sentirsi male, facevano fatica a respirare e così si sono precipitati in ospedale, a Desio, dove sono stati ricoverati per avvelenamento da tallio.

Sale così da sei a otto il bilancio delle persone rimaste intossicate dal metallo pesante, di cui tre morte, tutte imparentate tra loro, a Nova Milanese, in provincia di Monza, nell’ultimo mese e mezzo. E’ mistero sulle cause degli avvelenamenti, su cui sono al lavoro i carabinieri di Desio, coordinati dalla Procura di Monza.

Dove si nasconde questo maledetto tallio? Non negli escrementi dei piccioni nel rustico delle vacanze, non nei filtri dell’aria, non nei muri o tra le pareti o all’interno delle tubature di casa, non in tutti gli alimenti e le bevande della dispensa esaminate a fondo nel laboratori della scientifica: eppure, data la consanguineità delle vittime, qualcosa che in famiglia viene assunto oralmente, o inalato, o che in qualche modo viene a contatto deve pur esserci, proprio qui a Nova Milanese. E dove altrimenti?

Alessio Palma, 83 anni e Maria Lina Pedon, 81, il primo a sentirsi male è stato il marito, dopo essere stati sottoposti a scrupolosi esami, sono stati ricoverati all’ospedale di Desio (Monza) con diagnosi inconfutabile. I due anziani sono i suoceri di Domenico Del Zotto, di 55 anni, figlio di Giovanni Battista Del Zotto e Gioia Maria Pittana e fratello di Patrizia Del Zotto, tutti e tre deceduti i primi di ottobre, sempre in ospedale a Desio, per avvelenamento da tallio.

Oltre a loro, della stessa famiglia, sono ancora ricoverati per le medesime cause Laura Del Zotto, sorella di Patrizia e Domenico, Enrico Ronchi (vedovo di Patrizia) e Serafina Pogliani, badante della famiglia. I primi sei intossicati avevano trascorso le vacanze nel cascinale di famiglia a Varmo (Udine), dove inizialmente si erano concentrate le indagini degli inquirenti, persuasi che il metallo pesante potesse trovarsi in qualche alimento o in alcuni escrementi animali all’interno della proprietà, che sono stati repertati ed esaminati, con esito negativo.

Palma e Pedon però non sono mai stati ospiti a casa del Zotto in Friuli, particolare che ha definitivamente spostato le indagini a Nova Milanese, dove tutti quanti risiedono stabilmente. Le abitazioni dei primi sei intossicati sono nella stessa palazzina di via Fiume, mentre i suoceri di Domenico Del Zotto (lui e sua moglie sono gli unici ad essere scampati all’ intossicazione) vivono in un’altra zona della città.

Cibi e alimenti di nuovo in laboratorio. Oggi i carabinieri di Desio, insieme ai tecnici Asl, hanno prelevato campioni di bibite e alimenti in casa della coppia di ottantenni e anche nella palazzina dove risiedono tutti gli altri avvelenati (da dove su indicazione, di Domenico Del Zotto avevano sequestrato ed esaminato i filtri dei condizionatori), al fine di poter risalire alla causa della contaminazione, ormai divenuta un vero e proprio mistero.

Attesi dalla Procura di Monza gli esiti delle autopsie svolte sui corpi delle vittime, il fascicolo aperto è per omicidio colposo e lesioni contro ignoti, che saranno fondamentali per comprendere se l’avvelenamento sia avvenuto per ingestione o inalazione. I carabinieri hanno già ascoltato le testimonianze dei coinvolti, che verranno nuovamente sentiti nei prossimi giorni. Come reso noto dalla direzione sanitaria del nosocomio brianzolo, Del Zotto e Pogliani verranno trasferiti presso gli Istituti Clinici Scientifici Maugeri di Pavia, dove proseguiranno la terapia, mentre per Ronchi è prevista la dimissione.

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