Terremoto L’Aquila, affitti non riscossi. Corte dei Conti indaga, Cialente si infuria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2014 7:31 | Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2014 21:37
Terremoto L'Aquila, affitti non riscossi. Corte dei Conti indaga, Cialente si infuria

Terremoto L’Aquila, affitti non riscossi. Corte dei Conti indaga, Cialente si infuria (foto LaPresse)

L’AQUILA- Affitti non riscossi e cittadini non sfrattati. La procura regionale della Corte dei conti ha aperto un’inchiesta sulla mancata riscossione dei canoni di affitto e delle utenze negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. e altre tipologie di appartamenti messi a disposizione dei cittadini aquilani dopo il sisma del 6 aprile 2009.  Indagine che fa infuriare il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. 

Ipotizzando un danno erariale, la magistratura contabile ha infatti convocato il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, gli assessori Alfredo Moroni, che aveva all’epoca dei fatti la delega alla gestione di questi alloggi (ora passata a Lelio De Santis) e Fabio Pelini, che si occupa di Assistenza alla popolazione, oltre alla dirigente dello stesso settore Patrizia Del Principe.

A rendere nota la notizia è stato lo stesso primo cittadino del capoluogo, che ha anche convocato una Giunta urgente nella sede comunale post-sisma di Villa Gioia.

“In parole povere non avere cacciato gli assegnatari (ex affittuari) morosi avrebbe provocato un grave danno erariale – scrive Cialente – poiché per ciascun nucleo sfrattato si sarebbe potuto dare un appartamento a un altro nucleo che attualmente usufruisce del contributo di autonoma sistemazione”.

Secondo Cialente, che punta sull’aspetto sociale dell’azione dell’amministrazione,

“avremmo forse dovuto già procedere con sfratti e interventi coattivi di recupero delle somme non pagate ma purtroppo, al di là di una parte di assegnatari che per scelta si rifiuta di pagare sia i canoni che le bollette pur avendone le disponibilità economiche (e nei confronti dei quali stiamo già predisponendo le azioni legali, ritenendo tali atteggiamenti inaccettabili) abbiamo accertato che la gran parte dei morosi lo è perché assolutamente priva delle risorse per far fronte a spese di affitto o di pagamento dei consumi”.

“Non possiamo sottacere il profondo sentimento di solitudine che noi amministratori stiamo vivendo nel momento in cui da soli ci troviamo a fronteggiare la disperazione, che ha mille facce, di una città distrutta non solo nelle sue case, monumenti e chiese – conclude il primo cittadino – ma sopratutto in quella che era la dignità di tante famiglie ora allo stremo”.