Università Lecce, “pilotati tutti i concorsi”. Il dg Miccolis registrato

di Daniela Lauria
Pubblicato il 24 Ottobre 2012 15:29 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2012 17:59
Emilio Miccolis registrato a sua insaputa dai sindacati: “All’Università del Salento tutti i concorsi sono pilotati”

LECCE – Trema l’Università del Salento per bocca dello stesso dg Emilio Miccolis che, registrato a sua insaputa come riportato da Libero, da un sindacalista avrebbe detto: “In tutti i concorsi amministrativi dell’Università di Lecce ci sono commisioni pilotate“. Per questo Miccolis è indagato per abuso d’ufficio e violenza privata nei confronti dei due sindacalisti ed è stato sospeso dalla sua carica. Il Cda dell’ateneo ha chiesto al dg le dimissioni entro il 31 ottobre, pena il licenziamento.

La frase pronunciata da Miccolis in una conversazione con il sindacalista Cgil e dipendente della stessa università, Manfredi De Pascalis, non è l’unica ad aver allertato la procura. In quella registrazione, secondo quanto riportato dal quotidiano Libero, sarebbe descritto un vero e proprio “sistema di scelte strategiche” per le nomine dei commissari, di promozioni immeritate e di cordate di potere per una gestione illecita dei fondi destinati alla struttura.

Scrive Repubblica che, addirittura, il direttore avrebbe fatto a uno dei sindacalisti i nomi dei vincitori di un concorso prima ancora che le procedure fossero espletate.

E non è finita qui perché Miccolis avrebbe poi, secondo il sindacalista, fatto pressioni per comprare il suo silenzio, offrendogli una contropartita. Le accuse, ancora dimostrare, sembrerebbero essere avvalorate dalla divulgazione di alcuni stralci di registrazione. Lo stesso quotidiano la Repubblica parla di “colloqui dai toni inequivocabili“:

“Devi fare il sindacalista moderato”, ha detto Miccolis a De Pascalis, “Dobbiamo fare un patto perché devo governare”; “tu hai una possibilità vera di crescere”, “se lasci il sindacato ti faccio direttore vicario”.

Frasi simili sarebbero state rivolte anche ad un altro sindacalista Uil, Tiziano Margiotta, coautore della denuncia:

“Il tuo obiettivo è la progressione di carriera… non vuoi 12.912 euro in più all’anno come contraltare alla tua fedeltà?”; “Entrerai a far parte degli studi di progettazione, stanno arrivando soldi a palate”, “tu andrai a fare il tecnico, quella struttura gestirà 120 milioni di euro, però devi modificare la tua capacità di scrivere cose negative in cose positive”.

Ma intanto Margiotta ascoltava e registrava. Così come faceva De Pascalis.

Le registrazioni sono ora nelle mani della Procura, ma il caso è diventato politico. Il deputato Pdl Alfredo Mantovano, insieme ad altri 54 colleghi ha chiesto ai ministri dell’Istruzione e della Funzione Pubblica, di far luce sulla vicenda. In difesa del direttore generale è, invece, sceso in campo il sindaco di Bari Michele Emiliano, secondo il quale il rettore e il dg avrebbero agito correttamente. E per avvalorare la sua tesi ha ricordato di una prova d’esame risalente al 2009, durante la quale i due avevano sospeso il concorso accusando alcuni esaminandi di aver copiato. In quell’episodio Emiliano, troverebbe conferma che il  rettore e il dg “hanno sempre fatto il loro dovere”. Una prova, forse, un po’ forzata..