Il gioielliere che uccise due ladri è stato condannato a 14 anni e 9 mesi, per i giudici non fu legittima difesa (foto ANSA) - Blitz quotidiano
La Corte d’Assise d’Appello ha reso note le motivazioni della condanna a 14 anni e 9 mesi inflitta a Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 sparò contro tre rapinatori, uccidendone due e ferendone un terzo. Nel documento, lungo 34 pagine, i giudici spiegano perché nel caso specifico non possa essere riconosciuta la legittima difesa.
Secondo la ricostruzione accolta in sentenza, al momento degli spari l’azione dei rapinatori era già terminata: i tre uomini avevano lasciato il negozio e si stavano allontanando per salire in auto. In assenza di un pericolo attuale e concreto per l’incolumità del commerciante o dei suoi familiari, viene meno uno dei presupposti fondamentali della scriminante. I giudici hanno inoltre respinto le richieste della difesa sull’imputabilità e sull’eventuale vizio parziale di mente. Anche la riforma del 2019 sulla legittima difesa, si legge, non ha eliminato la necessità che l’aggressione sia in corso e che la reazione armata sia davvero necessaria.
I fatti e la riduzione della pena
L’episodio risale al 28 aprile 2021, quando tre uomini fecero irruzione nella gioielleria di Roggero, nella frazione Gallo. Il commerciante reagì inseguendoli fuori dal negozio e sparando diversi colpi: Giuseppe Mazzarino, 58 anni, e Andrea Spinelli, 44, morirono; il terzo, Alessandro Modica, riuscì a fuggire nonostante le ferite.
In primo grado Roggero era stato condannato a 17 anni per duplice omicidio e tentato omicidio; in appello la pena è stata ridotta applicando il meccanismo della continuazione tra reati, ritenuto più proporzionato alla gravità complessiva dei fatti. Le attenuanti generiche non sono state concesse nella misura massima, anche per quella che i giudici definiscono “mancata resipiscenza”. Sul fronte civile, quindici familiari delle vittime si sono costituiti parte civile: a fronte di richieste milionarie, è stata disposta una provvisionale esecutiva di 780mila euro.
Cosa prevede la legge sulla legittima difesa
Al di là del caso specifico, la vicenda riaccende il dibattito sui limiti della legittima difesa. Le modifiche legislative degli ultimi anni, in particolare la legge 36 del 2019, hanno ampliato le tutele per chi reagisce a un’intrusione in casa o sul luogo di lavoro.
Tuttavia, la giurisprudenza continua a richiedere condizioni precise: il pericolo deve essere attuale, non ipotetico o passato; la reazione deve essere necessaria e proporzionata; non devono esserci alternative praticabili, come la fuga. Il principio richiamato più volte anche dalla Cassazione è che l’uso della forza potenzialmente letale è giustificato solo quando sia assolutamente indispensabile per difendere le persone da una violenza in atto. In assenza di questi presupposti, la reazione armata esce dall’ambito della legittimità penale.
