(Foto d'archivio Ansa)
Il corpo senza vita di Bruno Gagliano è stato trovato sabato 24 gennaio sul balcone della sua abitazione, in zona Colle Salario a Roma. La notizia ha scosso profondamente la comunità LGBTQIA+.
A Roma e non solo. Gagliano, 40 anni, era infatti conosciuto e amato come Kastadiva, nome d’arte con cui si era affermata come una delle figure più riconoscibili della scena drag italiana. Secondo una prima ricostruzione, la morte sarebbe un gesto volontario.
Numerosi, in queste ore, i messaggi di cordoglio sui social. L’attivista Imma Battaglia ha scritto: “Ricordo di lui la giovinezza, l’allegria che sapeva portare a tutti con i suoi personaggi fantastici. Una Drag attenta, preparata con make up fantastici…Bruno non è riuscito a sopravvivere alla pesantezza di una vita dolorosa che in qualche modo lo ha sempre accompagnato…dietro quell’allegria c’era sempre uno sguardo triste, ma io ti ricorderò a colori come tutti i personaggi che interpretavi! Ci mancherai…vola in pace sereno e finalmente tra i colori di una luce che non si spegnerà mai”.
Anche gli organizzatori di Muccassassina hanno voluto ricordarlo: “Sei stata una delle migliori drag queen del panorama italiano, tu la regina del lipsync. Siamo profondamente addolorati… Addio Kastadiva, brilla come hai sempre fatto, ma più in alto”. “Un dolore immenso. Ciao Bruno”, il saluto di Karma B. Il Partito Gay ha scritto: “È una notizia che colpisce dritto al cuore della comunità LGBT+… lascia un vuoto immenso”.
