(Foto Ansa)
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Il braccialetto elettronico non era disponibile e sarebbe arrivato solo oggi. Intanto Santino Bonfiglio, 67 anni, ai domiciliari per violenze e minacce contro l’ex compagna, ha violato la misura cautelare ed è andato a casa di Daniela Zinnanti, 50 anni, uccidendola con decine di coltellate. È la ricostruzione che emerge dalle indagini sul femminicidio avvenuto a Messina.
Il dispositivo di controllo era stato disposto dal gip insieme agli arresti domiciliari dopo l’ultima denuncia della donna, ma al momento dell’esecuzione del provvedimento non era disponibile. Secondo quanto emerso dagli accertamenti della procura, il braccialetto elettronico sarebbe dovuto arrivare proprio oggi. Nel frattempo l’uomo era comunque sottoposto ai domiciliari, senza però il sistema di controllo elettronico.
L’omicidio è avvenuto nell’abitazione della vittima, in via Lombardia, nel quartiere Lombardo. Bonfiglio avrebbe raggiunto la casa dell’ex compagna per un incontro chiarificatore. Secondo quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Oleg Tracló, l’uomo ha confessato sostenendo che il delitto sarebbe maturato durante una lite: l’incontro doveva servire per “chiarirsi sulla seconda denuncia presentata da Daniela Zinnanti per cui Bonfiglio era indagato per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia”.
La donna è stata colpita decine di volte con un coltello, poi recuperato dalla polizia vicino a un cassonetto non lontano dall’abitazione. Il corpo è stato trovato dalla figlia della vittima, incinta di sette mesi, che ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale.
Secondo le prime analisi della polizia scientifica, l’omicidio potrebbe essere avvenuto molte ore prima del ritrovamento, forse addirittura il giorno precedente.
Il rapporto tra i due era segnato da violenze e denunce. Lo scorso 5 febbraio la polizia intervenne nell’abitazione di Bonfiglio trovando Daniela Zinnanti “in condizioni critiche, tumefatta e coperta di sangue con ferite all’arcata sopraciliare e all’orecchio”. In ospedale le furono riscontrate fratture costali, trauma cranico e altre lesioni.
La donna aveva già denunciato l’uomo nel maggio 2025, ma in quel caso aveva ritirato la querela. Dopo l’ultimo pestaggio aveva invece deciso di andare avanti con l’accusa. Il gip aveva quindi disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Nell’ordinanza il giudice parlava di un “regime di vita insostenibile e umiliante” caratterizzato da aggressioni ripetute e tentativi di riconciliazione che “confermano la sottomissione psicologica della vittima”.
Il fratello della donna, Roberto Zinnanti, parla di un epilogo annunciato: “Come famiglia siamo disperati per la morte di mia sorella. Più volte io e i miei altri cinque fratelli avevamo detto a Daniela di lasciare quell’uomo violento e di non avere più rapporti con lui… Un altro femminicidio annunciato”.
Dopo il ritrovamento del corpo Bonfiglio è stato rintracciato, interrogato e ha confessato. Ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio. Intanto gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio le ore precedenti al delitto e il mancato utilizzo del braccialetto elettronico che avrebbe dovuto controllare i movimenti dell’uomo.
