Percosse, umiliazioni e controllo sulla moglie per 30 anni. Condannato a 7 anni e 4 mesi di carcere (Foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Avrebbe subito in silenzio per 30 anni percosse, umiliazioni e controllo. Questa la storia di una donna di 53 anni, che aveva denunciato il marito, 49enne di origine straniera, solo dopo l’ennesima aggressione, nel maggio 2024, fermata dall’intervento di uno dei figli. Il collegio penale del tribunale di Ancona oggi ha condannato l’uomo a 7 anni e 4 mesi di reclusione e al pagamento di 20mila euro di provvisionale per i reati di maltrattamenti aggravati in famiglia e violenza sessuale.
Le violenze sarebbero iniziate subito dopo il matrimonio, nel 1994, proseguendo poi anche dopo il trasferimento ad Ancona: soprusi, secondo l’accusa, sia fisici che psicologici, spesso anche davanti ai figli. L’uomo le avrebbe impedito di lavorare e di essere economicamente indipendente, controllando ogni aspetto della sua vita e facendole conservare tutti gli scontrini.
Dalla denuncia della donna, sono emersi anche tre episodi di violenza sessuale e comportamenti ossessivi legati a gelosia e possesso. Disposto per l’imputato il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico, più volte violato. L’uomo, difeso dall’avvocato Alessandro Rocco, ha respinto le accuse. La donna, parte civile assistita dall’avvocatessa Valentina Copparoni, oggi è seguita dall’associazione Donne e Giustizia e ha iniziato un percorso di uscita dalla violenza.
