Addio al vecchio amministratore di condominio, ecco chi gestirà le nostre case (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il classico amministratore di condominio, geometra tuttofare che gestisce 50-100 palazzi con un approccio personale, sta per lasciare il posto a manager e grandi società. Nelle prossime assemblee, discussioni su ascensori, conti termici e manutenzioni saranno condotte da professionisti di aziende strutturate, anche multinazionali. Questo cambiamento riflette un trend in corso in Italia, con avvocati e commercialisti già al lavoro per completare acquisizioni strategiche, a partire da Torino, che promettono di rivoluzionare il settore della gestione immobiliare residenziale. Fino ad oggi, la gestione condominiale era frammentata e dominata da studi locali, ma presto entreranno in gioco attori con portafogli di migliaia di immobili.
Le grandi operazioni e il patrimonio immobiliare
Due operazioni recenti evidenziano questo fenomeno. Gabetti Lab, parte del gruppo Gabetti e attiva nella riqualificazione immobiliare, acquisirà uno studio di gestione condominiale torinese, arrivando a gestire circa tremila palazzi. Contemporaneamente, Estia, fondata nel 2021 dalla famiglia Garesio e partecipata dal colosso spagnolo Odevo-Portik, comprerà uno dei principali gestori condominiali del centro città. Le valutazioni degli studi acquistati oscillano tra il 90 e il 110% dei ricavi, un indicatore del valore crescente della gestione condominiale, che comprende non solo le commissioni (100-200 euro per unità immobiliare) ma anche la manutenzione e la riqualificazione di edifici spesso obsoleti, con molte abitazioni torinesi nelle classi energetiche G, F ed E.
Impatto sui piccoli proprietari
La trasformazione suscita entusiasmo ma anche qualche preoccupazione tra i piccoli proprietari. Piera Bessi, presidente dell’associazione Uppi, evidenzia che la professionalizzazione del settore potrebbe ridurre conflitti, aumentare trasparenza e generare risparmi, ma resta da verificare l’efficacia del modello italiano rispetto ai casi di Spagna, Francia e Germania, dove grandi società già amministrano migliaia di condomini. La sfida consiste nell’equilibrare l’efficienza manageriale con la capacità di ascoltare le esigenze individuali dei residenti, tradizionalmente gestite dal contatto diretto con il vecchio amministratore.
Verso un nuovo modello di gestione
Giuliano Garesio, CEO di Estia, sottolinea che entro il 2029 l’obiettivo è gestire ottomila condomini, trasformando la gestione in un servizio di property management moderno: smart home, sostenibilità, assistenza costante e professionalità manageriale. Anche Gabetti Lab punta su tremila condomini, confidando nelle economie di scala e nella qualità del servizio. Tuttavia, il passaggio dal rapporto personale con il vecchio amministratore a un approccio centralizzato con call center e manager genera dubbi tra chi teme la perdita di attenzione verso le necessità quotidiane dei condomini. Il settore, però, sembra pronto a un radicale rinnovamento, con la gestione immobiliare italiana destinata a diventare più professionale, strutturata e tecnologica.
