Assegno unico universale per i figli: 250 euro da luglio, ma comprende i familiari e i bonus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2021 11:34 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2021 11:36
Assegno unico universale per i figli: 250 euro da luglio, ma comprende i familiari e i bonus

Assegno unico universale per i figli: 250 euro da luglio, ma comprende i familiari e i bonus FOTO ANSA

Da luglio arriva l’assegno unico e universale per chi ha figli a carico fino ai 21 anni: unico perché raccoglie in un solo assegno tutte le misure per i figli e universale perché non lo prendono più solo i dipendenti. Mario Draghi infatti nei scorsi giorni ha ribadito data e importo della misura di sostegno. L’assegno unico familiare “arriva il primo luglio, 250 euro al mese con una maggiorazione per i disabili”.

L’assegno unico quindi di fatto accorpa tutte quelle misure di sostegno dedicate finora alle famiglie con dei figli. Dai vari bonus baby sitter, bonus e congedi parentali, tutto insieme in un unico assegno. La vera novità oltre all’inserimento dei lavoratori autonomi oltre a quelli dipendenti, sta proprio nel fatto che il tutto viene erogato un’unica volta mensilmente.

Assegno unico, a chi spetta e quanto vale 

L’assegno unico spetta a tutte le famiglie che hanno un figlio a carico di età fino a 21 anni. Il sostegno avrà un valore massimo di 250 euro: nella cifra confluiscono una parte fissa e una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia. L’importo, quindi, sarà modulato in base all’Isee e diviso in parti uguali tra i genitori. È prevista una maggiorazione a partire dal secondo figlio e un aumento tra il 30% e il 50% in caso di figli disabili. Il beneficio è destinato a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti.

Si tratta, quindi, di un credito d’imposta o assegno mensile per i figli da 0 a 21 anni che andrà a tutte le famiglie, compresi incapienti e partite Iva. Partite Iva finora escluse perché gran parte dei sostegni alle famiglie sono legati al contratto di lavoro dipendente.

Assegno unico, la richiesta e i soldi direttamente ai figli

I genitori possono fare richiesta dal settimo mese di gravidanza. Fino ai 18 anni del figlio, l’assegno andrà ai genitori. Poi, su richiesta, dai 18 ai 21 anni può essere dato direttamente ai figli “per favorirne l’autonomia”. Dalla maggiore età, una somma ridotta rispetto all’assegno potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se: è iscritto all’università; è un tirocinante; è iscritto a un corso professionale; svolge il servizio civile; svolge un lavoro a basso reddito.