Bce e le prospettive rosee: il Pil dell’Eurozona crescerà nei prossimi anni ma è necessario risanare bilanci

Pubblicato il 12 agosto 2010 10:08 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2010 13:10

La Banca centrale europea finalmente vede in rosa il futuro dell’Europa. E prevedere che l’area euro una crescita esponenziale del Pil nei prossimi anni. L’Eurozona dovrebbe chiudere il 2010 con una crescita economica dell’1,1%, in accelerazione all’1,4% nel 2011, all’1,6% nel 2012 e all’1,8% più a lungo termine. La ripresa quindi ci sarà e sarà importante anche se la partenza non è delle migliori: la Bce ha infatti dovuto rivedere a ribasso la stima della crescita del Pil nel 2011, in precedenza data all’1,5%. Sul fronte dei prezzi, gli economisti sentiti dalla Bce si attendono un’inflazione all’1,4% nel 2010 (invariata rispetto a tre mesi fa), all’1,5% nel 2011 (invariata), all’1,7% nel 2012 (invariata) e al 2% nel lungo termine (da 1,9% precedente).

Certamente non è tutto in discesa. Infatti la Banca centrale europea lancia un monito: dopo ”l’eccezionale deterioramento” degli ultimi due anni, dice, è ”urgente” risanare i conti pubblici da parte dei paesi dell’area euro. E chiede a ”tutti i paesi” di ”precisare misure di aggiustamento credibili incentrate sul lato della spesa, restando comunque pronti ad attuare eventuali misure aggiuntive nei prossimi anni”.

Per la Bce l’economia dell’area euro dovrebbe comunque continuare a beneficiare della crescita globale e delle misure di sostegno al credito. ”Ci si attende tuttavia che la ripresa dell’attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in corso in diversi settori – si precisa – e dalle prospettive per il mercato del lavoro”. Ma la crescità ci sarà. Almeno per le previsioni. L’economia dell’area euro dovrebbe vedere un ”rafforzamento dell’attività nel secondo trimestre” e ”per il terzo si delinea un quadro migliore delle aspettative”. Più a lungo termine il board della Bce si aspetta ”un ritmo di crescita moderato e ancora discontinuo nell’area euro, a fronte di incertezza”.

Nel medio periodo l’inflazione nell’area euro, infine, dovrebbe restare “moderata”, mantenendo la stabilità dei prezzi e sostenendo il potere d’acquisto delle famiglie. Lo prevede la Banca centrale europea, spiegando che ”le aspettative d’inflazione restano saldamente ancorate, in linea con l’obiettivo di mantenere i tassi d’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”.