Rapporto sulla corruzione: costa 120 mld in Europa, metà è italiana

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 ottobre 2013 9:53 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2013 9:53
Rapporto sulla corruzione: costa 120 mld in Europa, metà è italiana

Rapporto sulla corruzione: costa 120 mld in Europa, metà è italiana

ROMA – Rapporto sulla corruzione: costa 120 mld in Europa, metà è italiana. L’Unione europea stima in 120 miliardi il tesoro sottratto ogni anno dal sistema delle  tangenti all’economia continentale: metà del maltolto è responsabilità dell’Italia, 60 miliardi è il nostro inscalfibile record. I dati raccolti da Price&Waterhouse per l’Olaf, l’agenzia antifrode europea, ci consegnano l’immagine di un paese viziato dalla corruzione, dove su 10 appalti pubblici uno è truccato, tre volte più di quanto avviene in Francia, 10 volte che in Olanda.

Senza contare la levitazione dei costi per l’erario. La corruzione negli appalti pubblici ha provocato nel 2010 costi compresi fra 1,4 e 2,2 miliardi di euro in otto Paesi membri, fra cui l’Italia. Dal rapporto consegnato all’Europarlamento come contributo per un’audizione sui costi della corruzione nelle gare di appalto continentali si scopre che, posto un campione di otto stati (Italia, Francia, Paesi bassi, Lituania, Ungheria, Spagna, Polonia, Romania) e cinque settori chiave (come costruzioni e risorse idriche), nel 2010 sono stati sfilati dalle casse pubbliche e comunitarie 2,2 miliardi. In media il 3% del valore delle aggiudicazioni: l’Italia esorbita dalla media, la corruzione va moltiplicata almeno per 3.

La corruzione alligna con preferenza nel settore dei corsi di formazione, dove la bustarella interviene più di una volta su 4 (28%). Segue il settore idrico (27%), mentre a sorpresa si fa meno oppressiva l’incidenza delle frodi delle truffe stradali (13%). In Italia la gara truccata, quella con il risultato deciso in anticipo, surclassa (63%) perfino i conflitti d’interesse (23%) del nostro celebrato familismo amorale (l’attribuzione a parenti o amici dell’appalto).