Decreto Bollette bis, tetto al prezzo del gas: cosa prevede il provvedimento (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Il governo prepara un nuovo intervento per contenere il costo dell’energia elettrica in Italia. È pronto il decreto Bollette bis, predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase), che punta a ridurre i prezzi dell’elettricità sul mercato all’ingrosso attraverso un tetto al prezzo del gas utilizzato per produrre energia. Secondo quanto riportato da Bloomberg, che ha visionato la bozza del provvedimento, il limite sarebbe fissato a 58,90 euro per megawattora, a fronte di quotazioni europee attualmente intorno ai 90 euro. Il decreto è atteso in Consiglio dei ministri il 5 novembre alle ore 17. Il meccanismo potrebbe restare in vigore per un periodo massimo di 18 mesi.
Tetto al prezzo del gas: come funziona il rimborso alle centrali
Il provvedimento prevede che Arera stabilisca un sistema di compensazione economica per le centrali termoelettriche alimentate a gas. Il rimborso non potrà superare la differenza tra il prezzo del gas sul mercato europeo TTF e il tetto fissato a 58,90 euro/MWh. L’obiettivo è ridurre i costi sostenuti dagli impianti per produrre elettricità e, di conseguenza, abbassare il prezzo all’ingrosso dell’energia quando è il gas a determinare il prezzo marginale.
Le risorse necessarie saranno recuperate attraverso oneri applicati al mercato elettrico, con alcune esenzioni per l’energia già coperta da contratti a termine a prezzo fisso non indicizzato al mercato spot. In generale, i costi saranno ripartiti tra i soggetti responsabili del bilanciamento (BRP), in proporzione all’elettricità prelevata dai clienti associati. Nei casi esentati, invece, il corrispettivo potrà essere applicato ai produttori che hanno venduto quell’energia, anche attraverso intermediari. Arera dovrà inoltre vigilare sul funzionamento del sistema, evitando distorsioni del mercato e variazioni significative degli scambi elettrici con gli altri Paesi.
