Donne d’impresa: Letizia Palchetti Tosi (Shaft Jeans). Il denim di terza generazione che con lei non ha età - Blitz Quotidiano
Adorata nipote di tale nonno che fu il primo a importare il denim dagli USA in Italia, figlia di tale mamma Francesca Bacci che da sempre rappresenta il cuore e l’anima dell’azienda, fiorentinissima, Letizia Palchetti Tosi dal 2016 gestisce insieme al fratello gemello Lorenzo la Shaft Jeans. L’azienda nata nel 1968 con Monsieur Shafir, è caratterizzata da uno stile che unisce la creatività italiana con la tipica eleganza e lo stile francese. Letizia, laureata in design al Politecnico di Milano ha esperienze lavorative con importanti aziende di denim a New York, dopo aver frequentato anche corsi alla Central Saints Martins di Londra. Il fratello gemello Lorenzo laureato in Management alla Bocconi ha lavorato invece con successo in grandi aziende di Francia, Italia e Cina.
Due gemelli che stanno facendo a Firenze la storia del denim italiano che ormai con Shaft Jeans ha successo in più di 30 Paesi in tutto il mondo. La loro attenzione alla “sostenibilità” è la parola d’ordine che guida la loro produzione. Tant’è vero che utilizzano anche un denim organico e lavaggi a basso impatto ambientale. Le loro collezioni sono assolutamente realizzate con fibre naturali e nobili come lino, cotone organico e cashmere. Entrambi figli d’arte alla terza generazione stanno dimostrando che il denim come il vino delle migliori produzioni invecchiando acquista sempre più valore perché non passa mai di moda. Anzi! Più che mai fa “moda”. Ben sapendo che non sempre è facile la vita e l’evoluzione di due gemelli eterozigoti abbiamo intervistato Letizia per conoscere meglio e di più questa loro straordinaria sinergia di vita e di lavoro. Le abbiamo chiesto:
Spesso nei gemelli c’è sempre un leader che prevale sull’altro: siete voi un’eccezione a questa regola? Come gestite la vostra sinergia nel lavoro e nella vita?
Io e Lorenzo abbiamo frequentato tutte le scuole fino al liceo insieme. Abbiamo sempre convissuto ed è innegabile il nostro rapporto molto stretto. Fortunatamente a livello universitario e poi lavorativo abbiamo intrapreso strade differenti: io mi occupo della parte creativa, del prodotto, della comunicazione e Lorenzo invece si occupa della parte finance e Business. Abbiamo anche tanti mercati esteri dove lavoriamo e che gestiamo in modo indipendente. Io mi occupo per esempio di alcuni mercati come Belgio, Svizzera e dell’Oriente mentre Lorenzo segue USA e Italia e nord Europa.
Se non fosse stata la moda ad influenzare le sue scelte di lavoro Chi avrebbe voluto diventare Letizia da grande? Una cantante? Un’atleta? Un’attrice? … O Chi?
È una domanda molto ambiziosa a cui non ho risposta. Fin da piccolissima ho seguito il Business di famiglia perché mi piaceva e mi appassionava. È venuto naturale il fatto di seguire le impronte di mia madre che devo dire si è sempre fidata di me e in cui ho sempre visto la mia prima sostenitrice.
Cosa ne pensa della “parità di genere”? A che posto si può classificare l’Italia nel suo settore? Pensa che sua figlia in futuro possa avere meno difficoltà come donna nella vita e nel lavoro?
Mi piace pensare che questo tipo di domande non verranno nemmeno più poste quando mia figlia avrà la mia età. Nel senso che avremmo raggiunto una parità tale da non essere soggetti a questo tipo di difficoltà. Per il momento noi abbiamo la fortuna che la nostra azienda è capitanata anche da donne e questo crea un clima di totale parità. Per quanto riguarda l’Italia c’è tanto da fare, io viaggio molto e anche in tanti altri Paesi le discriminazioni di genere non sono piccole. A mio avviso per superare queste discriminazioni comunque c’è il tema di non cedere mai a compromessi e anche con fatica di non accettare nessun tipo di situazione che ci pare ambigua o non ci piace.
Ci sono già progetti o servizi da realizzare nella vostra organizzazione aziendale grazie all’Intelligenza Artificiale?
Assolutamente sì, lavoriamo ormai tutti giorni con tool di AI nella parte di marketing, grafica e creazione contenuti per i social. Abbiamo fatto anche un evento la scorsa fashion week a Milano dove abbiamo fotografato persone reali e facevamo indossare loro dei jeans realizzati in stampa digitale.
È vero che lei ha fondato una Scuola di Denim in Italia per migliorare la professionalità delle future generazioni di artigiani creativi?
No, non ancora, ma è un sogno nel cassetto. Il denim è un materiale molto interessante ed ha tantissimi aspetti che sono molto specifici. Un giorno mi piacerebbe poterli raccontare e insieme ad altri professionisti anche insegnare. Credo che l’aggiornamento continuo e una sempre più attenta professionalità possa fare sempre onore al nostro Made in Italy.
Il suo stile anni ‘70 ha da sempre caratterizzato le collezioni di Shaft Jeans: Continuerà ancora anche nelle sue future creazioni o ci sarà un cambio di paradigma?
Shaft è nato nel 1968 quindi è nel suo DNA lo stile anni ‘70 a cui io sono particolarmente legata. Mi faccio sempre inspirare dalla musica e dall’arte e ogni stagione ha sicuramente un touch anni 70.
Un suo progetto/sogno ancora da realizzare?
Far crescere la mia azienda, in modo sano e organico, investire sul territorio perché purtroppo Firenze non ha più molte realtà internazionali e creare un team forte e fedele che creda nel progetto Shaft. Poi ogni giorno da noi nasce un progetto nuovo e mi piace pensare che il prossimo sia sempre più “figo” di quello precedente.
