Lienziamenti: Cazzola, Fini contro, Dellla Vedova era a favore

Pubblicato il 30 ottobre 2011 13:19 | Ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2011 13:19

ROMA, 30 OTT – ''Se qualcuno si mettesse a sostenere che, una volta varata la revisione dell'articolo 18 dello statuto, almeno un terzo delle aziende assumerebbe ex novo almeno un lavoratore, e che cosi' l'occupazione crescerebbe di un milione di unita', gli si obietterebbe, a ragione, che le sue sono previsioni cervellotiche non dimostrabili, se non addirittura pura propaganda''.

Lo afferma in una nota Giuliano Cazzola, Deputato del Pdl e vice presidente della Commissione Lavoro alla Camera che aggiunge ''Eppure, la CGIA di Mestre, ieri, ha ipotizzato, per ' puro esercizio teorico', che le aziende, anziche' avvalersi della cassa integrazione (sia pure a zero ore), avrebbero licenziato i loro dipendenti, se le nuove disposizioni sul licenziamento individuale fossero state operative durante la fase acuta della crisi. Nonostante la sua arbitrarieta' assoluta, questa valutazione e' stata presa sul serio persino dal Presidente Gianfranco Fini, il quale ha dimenticato che Fli alla Camera ha fatto proprio il ddl Ichino e che l'attuale capogruppo Benedetto Della Vedova, da radicale, e' stato, meritoriamente, l'animatore di un referendum che si proponeva persino di abrogare l'articolo 18, oltre ad essere attualmente firmatario di progetti di legge ben piu' severi in materia di licenziamento''.