Nuovo Isee, i Comuni “pigri” (tutti) tolgono soldi ai contribuenti i cittadini

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Marzo 2015 14:41 | Ultimo aggiornamento: 16 Marzo 2015 15:27
Nuovo Isee, i Comuni pigri danneggiano i cittadini

Nuovo Isee, i Comuni pigri danneggiano i cittadini

ROMA – Isee nuovo è in vigore, ma i comuni prendono tempo prima di adattarsi e iniziare ad applicarlo davvero. Così, con il nuovo riccometro e le vecchie soglie, i comuni pigri finiscono per danneggiare i cittadini.

E’ il sunto di un lungo articolo del Sole 24 Ore firmato da Valentina Melis. Articolo che spiega in primo luogo come i comuni, spesso, le stiano studiando un po’ tutte per non applicare integralmente il nuovo Isee. Di strategie ce ne sono diverse. Si va dalle proroghe dei bandi emessi in questi giorni fino alla conferma delle agevolazioni (con le vecchie soglie) per servizi in essere come ad esempio gli asili nido.

L’applicazione delle vecchie soglie, però, ha un piccolo effetto collaterale: rischia di escludere chi risulta più “ricco” con i criteri di calcolo aggiornati, come gli anziani con casa di proprietà. E c’è un dettaglio: legge imponeva che le soglie venissero predisposte prima dell’entrata in vigore del nuovo Isee, cosa che molti comuni non hanno fatto.

Perché, sull’Isee, ogni comune sembra regolarsi a modo suo. Quasi, nessuno, spiega il Sole, ha modificato le soglie di accesso ai servizi. Alcuni hanno in programma una revisione nel 2015: Genova, Bologna, Trieste, Napoli. Altri comuni tra cui Roma, Perugia, Salerno, Bari e Catania sono ancora nella fase di “studio” dei possibili interventi. Ma c’è chi è ancora più indietro come Campobasso dove, scrive Melis, devono “ancora cominciare i corsi di formazione del personale sul nuovo Isee”.

Non tutti i comuni sono al palo. Ancora il Sole:

“Tra i pochi ad essersi attivati, Ancona ha rivisto le soglie per il settore scolastico, e sta studiando le modifiche per il settore sociale e assistenziale, mentre Aosta ha aumentato del 15-20% i parametri per ottenere sconti sulla Iuc (Imu, Tasi e Tari).

Il Comune di Milano, invece, ha riorganizzato l’assistenza domiciliare per anziani e disabili, introducendo da quest’anno la compartecipazione ai costi del servizio, basata sul nuovo Isee: sarà applicata alle nuove richieste, secondo le fasce definite dalla giunta, assicurando la gratuità a chi ha un Isee sotto 10mila euro”