Pedaggi autostrade 2019: rincari tariffe dal 1 gennaio. Il ministero non può bloccarli

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 dicembre 2018 7:26 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2018 21:04
Pedaggi autostrade 2019: rincari tariffe dal primo gennaio. Il ministero non può bloccarli

Pedaggi autostrade 2019: rincari tariffe dal 1 gennaio. Il ministero non può bloccarli (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Dal primo gennaio aumentano i pedaggi sulle autostrade italiane. L’aumento è applicato da chi detiene la concessione su quei tratti stradali. L’aumento è “contrattato” con il ministero dei Trasporti e quello dell’Economia. Ma c’è un modo per scongiurare gli aumenti per il 2019? A molti sembra ingiusto (a pochi mesi dal crollo del ponte Morandi a Genova, che ha fatto emergere la situazione dissestata di molte tratte), per cui si appellano in particolare al ministro Toninelli perché blocchi i rincari. Ma il ministero dei Trasporti non può farlo, perlomeno non con un decreto legge. Al massimo può ricontrattarli in via straordinaria, ma non può agire d’imperio per impedire alle concessionarie di applicare le nuove tariffe.

Un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano da Stefano Feltri ha spiegato che, anzi, il Mit in alcuni casi è riuscito a far diminuire i rincari rispetto a quanto volevano fare le concessionarie. Ecco degli esempi pratici:

Sat, la Società Autostrada Tirrenica, controllata da Aspi, ha chiesto aumenti in una forchetta tra 36,4 e 27,3 per cento ma ha ottenuto solo l’1,17. La Tangenziale di Napoli, sempre di Aspi, chiede l’1,21 e ottiene addirittura di più: 1,82. Rav, cioè Raccordo Autostradale Valle d’Aosta Spa, sempre controllata da Aspi, come spesso accade, si aggiudica un discreto primato di rincaro: chiede 6,32 e ottiene 6,32 per cento, dopo l’aumento gigantesco del 52,7 per cento nello scorso anno. Maxi rialzo anche per la Strada dei Parchi, che chiede un aumento dei pedaggi del 6,94 per cento e ottiene dal ministero il 5,59.

Intanto il candidato Presidente alla Regione Abruzzo, Marco Marsilio, aveva presentato nei giorni scorsi un emendamento al Bilancio per bloccare gli aumenti dei pedaggi utilizzando le stesse risorse (il canone che il concessionario versa all’Anas) che negli scorsi anni erano state impegnate per la messa in sicurezza.

“La bocciatura di questo emendamento da parte del Governo, nonostante fosse tra quelli messi in evidenza, non ferma la mia azione – afferma – in difesa di tutti gli automobilisti che percorrono le autostrade abruzzesi, soprattutto i pendolari. Non è possibile infatti che tra pochi giorni questi siano costretti a un aumento che raggiunge il 15%”.

L’obiettivo è quello di trovare una soluzione valida che fermi gli aumenti in attesa che il Cipe e il ministro Toninelli approvino il nuovo piano finanziario. “Ci sono ancora cinque giorni per accogliere le istanze che provengono dall’intero territorio abruzzese – ha concluso Marco Marsilio – lavoreremo per trovare una proposta valida che non colpisca le tasche degli abruzzesi”.