Pensioni, il ricalcolo contributivo si mangia fino a un terzo dell’assegno. Guarda quanto perderesti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Febbraio 2020 11:59 | Ultimo aggiornamento: 11 Febbraio 2020 12:01
Pensioni, il ricalcolo contributivo si mangia fino a un terzo dell'assegno. Guarda quanto perderesti

Pensioni. Le simulazioni Cgil dell’impatto sugli assegni del ricalcolo contributivo (Ansa)

ROMA – Pensioni: alla fine del 2021, se Quota 100 non verrà eliminata già alla fine di quest’anno, si produrrà comunque, senza interventi riequilibratori, una grande sperequazione tra lavoratori riguardo all’accesso alla pensione anticipata. Chi possiede i requisiti a dicembre 2021 andrà in pensione a 62 anni, chi li possiederebbe solo a gennaio 2022 ci andrà invece a 67 di anni. E’ il cosiddetto “scalone” che seguirebbe la sperimentazione di tre anni dell’uscita anticipata a Quota 100, che tutti, dai sindacati al governo, vogliono evitare. Anche perché liberare risorse da una stretta sulle pensioni anticipate servirebbe all’esecutivo per varare la riforma dell’Irpef. 

L’intero pacchetto della riforma pensionistica sulla quale si stanno confrontando Governo e sindacati da ieri deve costare meno di quanto è previsto per Quota 100, ovvero circa 8 miliardi per il prossimo anno, dicono da Palazzo Chigi. Peraltro, senza la correzione, il prossimo anno si assisterebbe a una fuga verso i pensionamenti anticipati proprio perché la finestra successiva si allontanerebbe di 5 anni. 

Penalizzazioni pensioni fino al 32%

La Cgil dice, tuttavia, no a qualsiasi ipotesi di scambio tra flessibilità in uscita e ricalcolo contributivo per coloro che hanno anni di contributi nel sistema retributivo. Perché ci sarebbe una forte penalizzazione degli assegni, fino al 32%. Il sindacato di Corso Italia ha effettuato una serie di simulazioni per spiegare quanto il sistema varato per Opzione donna (che prevede l’uscita anticipata ma con ricalcolo interamente contributivo) sia penalizzante per i lavoratori che decidessero di uscire all’età di 64 anni. La stima è fatta sui lavoratori che rientrano nel sistema misto (quindi meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995) e in alcuni casi mostra un vantaggio per lo Stato (e minor incasso per il pensionato) di circa 80.000 euro calcolato sulla vita attesa della persona che opta per l’uscita anticipata. Ecco alcuni dei casi sui quali è stata fatta la simulazione.

Carriera piatta e 23mila euro di retribuzione

Con 36 anni di contributi, 16 dei quali nel retributivo la pensione lorda sarebbe di 801 euro invece che di 1.145 con una perdita di 344 euro lordi (30%). La perdita netta sarebbe del 23% con una pensione di 732 euro. Nel caso di un lavoratore con solo 30 anni di contributi (10 dei quali nel retributivo) e 64 anni di età la pensione lorda sarebbe di 735 euro con una perdita del 30% rispetto ai 1.041 con il sistema misto. L’assegno netto sarebbe di 687 euro. Il minor incasso per il pensionato per tutto il periodo di vita attesa sarebbe di 51.480 nel primo caso e di 45.864 nel secondo caso.

Carriera dinamica e 30mila euro di retribuzione

Avendo 64 anni di età e 36 di contributi, 16 dei quali nel retributivo con il sistema misto la pensione lorda sarebbe di 1.635 euro (1.281 netta) mentre con il calcolo interamente contributivo scenderebbe a 1.112 euro (930 netti) con una perdita per il lordo del 32% (28% per il netto). Il minor incasso netto per il pensionato sarebbe di 82.134 euro. Con 33 anni di contributi solo 10 dei quali nel retributivo la perdita sarebbe del 31% per il lordo e del 26% per il netto (pensione netta da 1.210 euro a 895).

Reddito in crescita costante, 35mila euro di retribuzione 

Con 64 anni di età e 39 di contributi 17 dei quali nel retributivo con il ricalcolo del contributivo si avrebbero 1.330 euro di pensione a fronte dei 1.683 con il misto (-20%). La pensione netta sarebbe di 1.168 euro (-17% su quella calcolata con il misto). Il minor incasso per il pensionato si aggira sui 54.000 euro.

Part-time con 25mila euro di retribuzione

La pensione lorda con il ricalcolo contributivo sarebbe di 1.132 euro, inferiore del 28% a quella che avrebbe avuto con il sistema misto, 947 la netta a fronte dei 1.234 del netto con il sistema misto) . L’impatto del ricalcolo sull’attesa di vita media sarebbe di oltre 67.000 euro. L’impatto sarebbe ancora pià alto con 64 anni di età e 35 di contributi di cui 11 nel sistema retributivo. Qui la perdita sarebbe del 31% con un peso per il pensionato nel corso della vita attesa di oltre 73.000 euro.