Economia

Pirelli dice addio a Mediobanca: ceduta quota per 153 milioni

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Pirelli dice addio a Mediobanca: ceduta quota per 153 milioni

MILANO –  Pirelli dice addio a Mediobanca e cede la sua quota dell’1,78% ad investitori qualificati, con proventi pari a circa 152,8 milioni di euro.

Si rafforza così ulteriormente la posizione dei fondi che già durante l’ultima assemblea avevano pesato quasi quanto i grandi azionisti del patto. Era il 1958 quando la Bicocca è entrata nel patto dell‘istituto guidato allora da Enrico Cuccia, al fianco delle tre ‘Bin’ (Comit, Credito Italiano e Banca di Roma) e delle banche estere (Lazard, Lehman Brothers, Berliner Handels Gesellschaft, Sofina) vincolando complessivamente il 55% circa del capitale.

La disdetta, con effetto alla naturale scadenza del patto il 31 dicembre 2017, era stata comunicata a settembre proprio mentre il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera si prepara al grande ritorno a Piazza Affari dopo il riassetto azionario e la focalizzazione sui ‘tyre’.

Tronchetti Provera poi è stato consigliere di Mediobanca dal 1996 al 2017 e vicepresidente dal 2008 a ottobre 2017. Il legame in verità non è completamente reciso perché Pirelli resta presente in Fin.Priv, che di Mediobanca ha vincolato al patto l’1,63%, con circa il 14% (pari a circa lo 0,2% in trasparenza).

Il collocamento, curato da Bnp Paribas in qualità di bookrunner, prevede l’offerta di 15.753.367 azioni ordinarie, rappresentante l’intera partecipazione ad oggi detenuta direttamente da Pirelli in Mediobanca, il cui valore di libro a bilancio nel 2016 era di 122,1 milioni di euro.

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