Quanto costa davvero andare al lavoro? Nel 2026 il pendolarismo può superare i 5.000 euro l'anno (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Andare ogni giorno al lavoro ha un costo che spesso non viene considerato quando si calcola lo stipendio netto. Secondo un’analisi della Cna, tra carburante, manutenzione, pneumatici e parcheggi un lavoratore può arrivare a spendere circa 2.000 euro all’anno soltanto per il tragitto casa-lavoro. Una cifra che nel 2026 risente anche dell’aumento dei prezzi dei carburanti: il 15 settembre la media self service sulla rete stradale era di 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro per il gasolio.
Il conto cambia naturalmente in base alla distanza percorsa e alla città in cui si vive. A Roma, ad esempio, gli spostamenti possono superare i 2.200 euro all’anno, mentre in altre città italiane una parte consistente del risparmio ottenuto vivendo fuori dal centro viene assorbita proprio dalle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.
Quanto si spende in base ai chilometri
Per comprendere meglio l’impatto economico, basta considerare una percorrenza di 220 giorni lavorativi all’anno. Con un’auto che percorre mediamente 15 chilometri con un litro, un tragitto quotidiano di 20 chilometri comporta circa 4.400 chilometri annui e oltre 600 euro di carburante. Se la distanza raddoppia a 40 chilometri al giorno, il costo del solo carburante supera i 1.200 euro. Arrivando a 60 chilometri quotidiani, si sfiorano i 1.900 euro.
Il costo complessivo dell’auto, però, è molto più alto perché comprende assicurazione, bollo, pneumatici, manutenzione, usura e svalutazione. Utilizzando come riferimento indicativo un costo di 0,45 euro al chilometro, 40 chilometri al giorno possono arrivare a pesare per quasi 4.000 euro l’anno, mentre 60 chilometri quotidiani portano il costo vicino ai 6.000 euro. A queste cifre bisogna eventualmente aggiungere pedaggi e parcheggi.
Auto, trasporti pubblici e rimborsi
Le tabelle ACI 2026 permettono di calcolare il costo chilometrico dei diversi modelli di automobile, tenendo conto delle caratteristiche del veicolo e dell’alimentazione. È importante però distinguere il normale tragitto casa-lavoro dalle trasferte effettuate per conto dell’azienda: il rimborso chilometrico con le tabelle ACI riguarda infatti gli spostamenti lavorativi e non il pendolarismo ordinario.
Per chi utilizza i mezzi pubblici esistono invece specifiche agevolazioni fiscali. Gli abbonamenti al trasporto locale, regionale e interregionale possono beneficiare di una detrazione Irpef del 19% su una spesa massima di 250 euro, con un recupero massimo di 47,50 euro. Le aziende possono inoltre prevedere il rimborso o l’erogazione di abbonamenti al trasporto pubblico attraverso strumenti di welfare.
