(Foto Ansa)
“La situazione peggiorerà. Possiamo continuare a raccontarci la storiella secondo cui tutto finirà in poco tempo, come hanno fatto credere i mercati negli ultimi sette mesi, ma la realtà è che manca il petrolio”. Lo afferma in un’intervista al Quotidiano Nazionale Davide Tabarelli, presidente e fondatore di Nomisma Energia.
Le parole di Tabarelli
“Ora che viene meno anche l’uso dell’oleodotto in Arabia Saudita, che, su un ammanco di 15 milioni di barili al giorno, contribuiva per un terzo all’assenza complessiva, rischiamo di ritrovarci al punto di partenza nella gestione dell’emergenza”, aggiunge Tabarelli.
Alla domanda se gli aiuti che sta valutando il governo, come la social card o un bonus da 100 euro, siano efficaci, Tabarelli risponde così: “Sono interventi giusti, che andavano fatti prima. Ma occorre evitare che si diano risorse ai ceti ricchi che possiedono Suv e Ferrari: sarebbe un’ingiustizia sociale, oltre che un controsenso economico, perché non ridurrebbe i consumi”. I cittadini, a suo parere, “devono capire che l’unico strumento davvero efficace per contenere la domanda resta il prezzo, che deve salire e non essere bloccato”.
In conclusione, Tabarelli ha sottolineato che “in un quadro apocalittico la benzina può toccare i 3 euro, ma l’unica certezza di questo mercato è l’incertezza, che potrebbe riportare i prezzi anche a 1,60 o 1,70 euro. Preghiamo che vada bene. Oggi la spinta è al rialzo e ci sono buone ragioni per temere uno shock persino più violento di quelli del 1973 e del 1979”.
