Bolletta luce: chi consuma meno pagherà di più, chi consuma di più risparmierà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 16:03 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2015 10:11
Bolletta elettricità: chi consuma meno pagherà di più, chi consuma più risparmia

Bolletta elettricità: chi consuma meno pagherà di più, chi consuma più risparmia (foto Ansa)

ROMA – Chi consuma meno energia elettrica pagherà di più, in bolletta, rispetto ai grandi consumatori di elettricità. Sempre un paradosso ma è quello che potrebbe verificarsi se dovessero entrare a regime le modifiche studiate dall’Aeegsi, l’autorità che vigila sul mercato dell’energia elettrica, del gas e dei servizi dell’acqua. E l’aumento potrebbe costare, in media, 117 euro all’anno per famiglia.

Stefano Vergine sull’Espresso spiega perché si potrebbe arrivare a ciò: Per comprendere cosa succederà una volta che la riforma sarà approvata, bisogna leggere i documenti pubblicati dall’Aeegsi, l’autorità che vigila sul mercato dell’energia elettrica, del gas e dei servizi dell’acqua. L’Italia ha recepito una direttiva europea che punta a incrementare l’efficienza energetica nei Paesi membri. L’obiettivo generale è quello di riuscire a produrre la stessa quantità di energia utilizzando meno risorse, dunque inquinando meno. In Italia il compito di tradurre in pratica la direttiva europea è stata affidato dal governo all’Aeegsi. L’Authority si è messa al lavoro per elaborare delle proposte di riforma. L’idea generale dell’ente presieduto da Guido Bortoni è quella di raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione europea agendo soprattutto su due voci della bolletta: gli oneri di sistema, vale a dire tutti i quattrini pagati dagli utenti per pagare sussidi e incentivi, come quelli sulle rinnovabili o sulla dismissione delle centrali nucleare; e i servizi di rete, quelle spese che il cliente sostiene per farsi arrivare l’elettricità a casa. Non sono voci ininfluenti: rappresentano, in media, il 41 per cento dell’intero costo della bolletta.

Lo stesso Vergine scrive cosa vuol dire in termini pratici questa modifica: Al momento il pagamento dell’elettricità in Italia – caso unico tra le nazioni europee – si basa sulla regola della tariffazione progressiva. Significa che spende più soldi, per oneri di sistema e servizi di rete, chi consuma più corrente. La proposta dell’Aeegsi, pubblicata sul suo sito Internet in una prima versione il 18 giugno e aggiornata il 9 luglio, parte dall’eliminazione della progressività delle tariffa, spiegando che con questo sistema attualmente i circa 10 milioni di clienti che consumano di più «sussidiano» i quasi 20 milioni che consumano meno. Se la riforma entrerà in vigore così come proposto dall’Autorità, la situazione dovrebbe risultare capovolta. Ci guadagnerà chi consuma più elettricità e ci perderà chi ne consuma meno.

Le utenze interessate da questa riforma, che riguarda solo quelle domestiche, sono 29,4 milioni.
Incrociando i dati forniti dall’Autorità, si capisce che la maggioranza sono famiglie che usano meno di 2.700 chilowattora all’anno, ed è questa la quota da tenere a mente per capire chi saranno vincitori e vinti. Per chi consuma meno di 2.700 chilowattora all’anno – la maggioranza degli italiani, oggi – la riforma comporterà un incremento dei costi che, si legge nel documento pubblicato dalla stessa Aeegsi, varia da 19 a 71 euro all’anno. Con il picco massimo dei 119 euro raggiunto dai non residenti che consumano 900 chilowattora all’anno (una casa al mare o in campagna, ad esempio). Chi saranno i maggiori beneficiari? Quelli che usano tanta corrente: per chi supera i 6.000 chilowattora all’anno il beneficio può arrivare fino a 582 euro all’anno.