Rinnovabili, Italia raggiunge l’obiettivo per il 2020. In Europa primeggia la Svezia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2017 12:19 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2017 12:19
Rinnovabili, Italia raggiunge l'obiettivo per il 2020. In Europa primeggia la Svezia

Rinnovabili, Italia raggiunge l’obiettivo per il 2020. In Europa primeggia la Svezia

BRUXELLES – Nel 2015 la quota di energia da fonti rinnovabili nei consumi finali nell’Ue ha raggiunto il 16,7%, il doppio rispetto al 2004, quando si attestavano all’8,5%. Lo certificano i dati Eurostat.

Nello stesso periodo l’Italia ha aumentato il contributo delle rinnovabili dal 6,3% al 17,5%, superando in anticipo l’obiettivo al 2020 che era del 17%. Olanda, Francia, Irlanda, Regno Unito, Lussemburgo e Malta sono invece i paesi europei più in ritardo sui target stabiliti dall’Ue.

Analizzando nello specifico i dati pubblicati da Eurostat è possibile notare il grande risultato della Svezia, primatista del continente, in cui alla fine del 2015 la percentuale di energia prodotta da fonti rinnovabili ha raggiunto il 53,9% del totale dei consumi. In particolare, Stoccolma ha raggiunto il livello massimo di copertura nel riscaldamento coprendo con fonti rinnovabili il 68,6% dei consumi termici.

Dietro la Svezia si piazzano Finlandia, Lettonia e Austria, rispettivamente con il 39,3, il 37,6 e il 33% di copertura. Nonostante il quarto posto in graduatoria Vienna primeggia per la produzione di energia elettrica green, che alla fine del 2015 copriva il 70% del consumo totale, rispetto a una media europea del 28,8%.

Non in linea con i propri obiettivi invece Paesi Bassi, Francia e Regno Unito. Amsterdam ha infatti raggiunto il 5,8% ed è lontanissima dall’obiettivo del 20% fissato per il 2020. Parigi invece si è fermata al 15,2% e dovrà incrementare le proprie politiche per raggiungere il target per il 2020, al 23%. Non il linea neanche Londra, ferma all’8,2% a fronte di un obiettivo al 2020 del 15%.

Le peggiori percentuali assolute, in ogni caso, le hanno fatte registrare Malta e Lussemburgo, con una percentuale del 5% e un obiettivo al 2020, rispettivamente del 10 e dell’11%, molto difficile da raggiungere.