Eni, dicembre 2017 da record nella produzione: 1,92 milioni di barili al giorno

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2018 13:30 | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2018 13:30
Dicembre 2017 da record per Eni

Nella foto Ansa, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi

ROMA – Eni torna al profitto nel 2017 e chiude l’anno con un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016). Lo comunica il gruppo petrolifero. Nel quarto trimestre l’utile netto è pari a 2,1 miliardi e quello adjusted 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro).

Nel dicembre 2017 l’Eni ha raggiunto il proprio record assoluto nella produzione, a 1,92 milioni di barili al giorno. Nel quarto trimestre sono stati conseguiti 1,89 milioni di barili al giorno, livello trimestrale più elevato degli ultimi sette anni (+1,9%); media annua a 1,82 milioni di barili (+3,2%) la più elevata di sempre. Al netto dell’effetto prezzo nei contratti Psa e dei tagli Opec, la crescita sarebbe stata del 3,7% nel trimestre e del 5,3% nell’anno. Il contributo da avvii e ramp-up, cioè la progressione della produzione, è di 243 mila barili in media annua, grazie all’implementazione del modello integrato Eni di esplorazione e sviluppo con riduzione del tempo per arrivare all’effettiva produzione dei nuovi progetti (nel 2017 Zohr in Egitto, East-Hub in Angola, OCTP in Ghana, Jangkrik in Indonesia) e all’accelerazione dei ramp-up (Nooros). Le risorse esplorative nel 2017 hanno aggiunto un miliardo di barili equity. Le riserve certe di idrocarburi sono pari a 7 miliardi di barili.

Eni stima per il 2018 una crescita della produzione del 3% e investimenti per 8 miliardi di euro per effetto del ramp-up (la progressione della produzione) degli avvii registrati nel 2017, in particolare in Egitto, Angola e Indonesia, e degli avvii di fasi satelliti di grandi giacimenti in produzione (Libia, Angola e Ghana). Nel settore gas and power si prevede un utile operativo adjusted di 0,3 miliardi di euro. Nella raffinazione, infine, è previsto un margine di breakeven a circa 3 dollari al barile.

“Chiudiamo il 2017 con risultati eccellenti”, afferma l’amministratore delegato del gruppo petrolifero, Claudio Descalzi, nella nota sui conti del 2017 aggiungendo che “per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili. Il che vorrà dire che, se al contrario le condizioni di mercato fossero più favorevoli, saremo in condizione di generare un enorme extra valore per i nostri azionisti”.

I risultati conseguiti nel 2017, prosegue Descalzi, “dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili. Nell’Upstream abbiamo raggiunto il massimo storico della nostra produzione pur riducendo del 40% gli investimenti di sviluppo rispetto alla baseline 2014, continuato a registrare risultati esplorativi eccellenti e messo in produzione in tempi record i nostri progetti più rilevanti, con la punta di diamante di Zohr. Nel Mid Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale gas and power con un anno di anticipo, ottenuto nella raffinazione il risultato operativo record degli ultimi 8 anni e conseguito nella chimica la migliore performance operativa di sempre. Tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22%, di ridurre la nostra cash neutrality a 57 dollari al barile e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell’anno”.