Energia

Gasdotto esploso in Austria, Descalzi: “Situazione risolta, ma l’Italia rischia”

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Il gasdotto esploso in Austria

ROMA – La crisi del gas di martedì scorso dovuta all’incidente in Austria è stata risolta senza intaccare le riserve strategiche, anche se “rimpiazzare il gas mancante non è stato semplice”, tuttavia va ricordato che “l’Italia dipende per oltre il 90% dall’estero, quindi siamo esposti al rischio”. Lo ha spiegato l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital.

Il mercato italiano, ha insomma spiegato Descalzi, “ha una debolezza strutturale, manca di energia. Siamo a meno di 7 miliardi di metri cubi di produzione e le rinnovabili hanno un punto di debolezza perché in inverno sono più scarse: quindi il gas dovrà trovare sempre di più diversificazione, che vuol dire più fonti e più Paesi dai quali importiamo”.

“Abbiamo trovato – ha spiegato Descalzi – altro gas dall’Algeria e dalla Libia, qualche parte è venuto dal Nord e abbiamo rimpiazzato il 30%, questo ha permesso di non toccare le riserve strategiche. Non so se qualche metro cubo di stoccaggi sia stato toccato, ma è sempre meglio non farlo perché ci servono in gennaio-febbraio che sono mesi molto freddi. Il sistema ha retto molto bene; c’è stata una ripresa completa fortunatamente, ora c’è una fase di transizione in cui dobbiamo capire bene cosa è successo”.

Tuttavia, ha proseguito, per risolvere la situazione l’Eni ha dovuto “importare gas già legato ad altri contratti, ricomprarlo e portarlo ai contratti italiani. L’abbiamo fatto rimpiazzando il 30% senza aumentare il prezzo perché l’abbiamo comprato a un prezzo maggiore, ma l’abbiamo rivenduto al prezzo contrattuale originario, quindi Eni ha dovuto perdere e abbiamo fatto da ammortizzatore. E’ chiaro che su un tempo più lungo non sarebbe stato possibile”.

Quanto alla Russia, principale fornitore dell’Italia, Descalzi ha assicurato che malgrado le tensioni internazionali è un Paese “assolutamente affidabile, in tutti questi anni ha sempre dato gas nelle modalità convenute e nelle quantità stabilite. L’Europa non può farne a meno e il raddoppio del Nord Stream lo testimonia. Quindi l’Italia ha bisogno del gas russo ma dobbiamo diversificarci”.

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