Animali, abilità uniche e condivise tra le specie: chi dice che l’uomo è il più intelligente?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2018 5:00 | Ultimo aggiornamento: 9 gennaio 2018 17:01
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Animali, abilità uniche e condivise tra le specie: chi dice che l’uomo è il più intelligente?

ROMA – Non tutti forse sanno che un piccione ha una sensibilità artistica che gli permette di distinguere un dipinto di Monet da uno di Picasso, o ancora che le seppie e le scimmie sono dotate di memoria episodica, ricordano cioè gli avvenimenti della loro vita e ne fanno tesoro. O ancora che una megattera è in grado di apprendere le tecniche di caccia dalle compagne, mentre cacatua ed elefanti amano la musica, tanto da saper ballare e muoversi al suo ritmo. Comportamenti che da sempre consideriamo prerogativa umana, ma che hanno sollevato inevitabili interrogativi.

Siamo davvero sicuri che l’uomo sia la specie animale più intelligente? Siamo davvero unici, come pensiamo, rispetto agli altri animali? Queste sono solo alcune delle domande a cui Cinzia Chiandetti, docente e ricercatrice dell’Università di Trieste, ed Eleonora Degano, giornalista scientifica e divulgatrice per National Geographic, rispondono nel libro scritto a quattro mani “Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie”. Un libro nato per le classi universitarie di cognizione animale, ma adatto anche ad un pubblico non addetto ai lavori, dove le spiegazioni scientifiche si alternano a divertenti aneddoti alla scoperta del mondo animale e dei comportamenti delle altre specie.

Negli anni la ricerca scientifica e l’osservazione del comportamento animale ha permesso di scoprire che anche le altre specie, oltre all’uomo, sono in grado di mostrare sensibilità artistica, costruire sofisticate architetture e tecnologie, ma anche di dimostrare altruismo, capacità di insegnamento e cooperazione tra loro. Si tratta dunque di capacità che riaprono il mai sopito dibattito che vede l’uomo porsi al di sopra delle altre specie per intelligenza, dimenticando a volte teorie come quella dell’innatismo, secondo cui ad esempio ogni animale, sia esso un uomo, un pollo o una vespa, è dotato di un sistema di conoscenze molto semplici e già predisposte nel suo cervello al momento della nascita. Conoscenze su cui poi costruirà la sua intelligenza con l’esperienza e l’apprendimento davanti alle sfide che ogni organismo si trova a dover affrontare, come spiega Degano:

“Quando parliamo di cosa sanno fare le altre specie tendiamo a usare espressioni quali “proprio come noi” o “anche gli animali, come gli umani”. Ci mettiamo da soli in cima a una classifica immaginaria, perché dotati di una serie di doti apparentemente irraggiungibili. Poi scopriamo che in Australia e Nuova Guinea vivono degli uccelli che costruiscono meravigliose strutture architettoniche, che gli elefanti possono imitare benissimo i suoni o che cacatua e polpi sono entrambi capaci di imparare qualcosa di nuovo guardando un loro simile. Ed ecco che le certezze sul nostro essere “unici”, in quanto umani, vengono a mancare”.

Il libro di Chiandetti e Degano rappresenta una pubblicazione innovativa nel campo della cognizione animale in Italia, che ripercorre gli studi scientifici svolti nel corso degli anni e che dimostrano come molte capacità siano condivise tra le specie, spiega una delle autrici:

“Una sorta di “canovaccio” comune con il quale veniamo al mondo e ci permette da subito di iniziare a leggere indizi come le facce, navigare lo spazio o comprendere le proprietà fisiche degli oggetti intorno a noi. Entriamo in contatto con gli animali continuamente e dobbiamo spesso prendere decisioni che li riguardano, dal loro benessere fino a quando, quotidianamente, scegliamo se mangiarli o meno. Conoscerli, e capire come percepiscono e vivono il mondo che li e ci circonda, è fondamentale per poter fare scelte informate e consapevoli”.

Il testo inoltre non si concentra solo sulle specie più amate dal grande pubblico, come delfini e scimpanzé, ma rappresenta un’occasione per approfondire la conoscenza anche su specie meno “accattivanti”, come formiche o seppie:

“È un libro adatto a tutti, sia a chi conosce già i temi della cognizione animale e dell’etologia sia ai non esperti, curiosi però di conoscere le menti delle altre specie. Non solo quelle famose e “carismatiche” come i delfini e gli scimpanzé ma anche quelle spesso dimenticate come seppie, polpi e formiche, che hanno dato prova di capacità altrettanto affascinanti”.

Animali. Abilità uniche e condivise tra le specie –  Cinzia Chiandetti, Eleonora Degano – Pagine 182 – Mondadori Università. € 16