Carcere ai giornalisti: la Corte Costituzionale rinvia di un anno per dare tempo al Parlamento

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 Giugno 2020 21:50 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2020 21:52
Carcere ai giornalisti: la Corte Costituzionale rinvia di un anno per dare tempo al Parlamento

Carcere ai giornalisti: la Corte Costituzionale rinvia di un anno per dare tempo al Parlamento

ROMA – Rinviata di un anno la decisione della Corte costituzionale sul carcere ai giornalisti condannati per diffamazione.

Decisione che, come spiega un comunicato, è stata rinviata “nel rispetto della leale collaborazione istituzionale”, per dare il tempo al Parlamento di intervenire con una nuova disciplina.

Attualmente, “sono pendenti vari progetti di legge in materia”.

A interpellare la Consulta sono stati i tribunali di Salerno e di Bari che hanno sollevato dubbi sulla legittimità costituzionale della pena detentiva prevista in caso di diffamazione a mezzo stampa, con riferimento, in particolare, all’articolo 21 della Costituzione e all’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La soluzione delle questioni poste, secondo la Consulta, “richiede una complessa operazione di bilanciamento tra la libertà di manifestazione del pensiero e la tutela della reputazione della persona, diritti entrambi di importanza centrale nell’ordinamento costituzionale”.

E “una rimodulazione di questo bilanciamento, ormai urgente alla luce delle indicazioni della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, spetta in primo luogo al legislatore”.

Di qui la decisione di rinviare “la trattazione delle questioni all’udienza pubblica del 22 giugno 2021”, preso atto della pendenza in Parlamento di più progetti di legge sul tema, per consentire alle Camere di intervenire con una nuova disciplina.

“In attesa della futura decisione della Corte – spiega ancora il comunicato – restano sospesi i procedimenti penali nell’ambito dei quali sono state sollevate le questioni di legittimità discusse oggi”.

Per il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Verna, si tratta comunque di un “segnale molto forte” da parte della Corte costituzionale.

“Quando si parla di una così intollerabile e anacronistica sanzione  – spiega – come il carcere ai giornalisti ci vorrebbe una cancellazione secca della norma”.

“Siamo soddisfatti della perentorietà con cui i giudici delle leggi hanno investito il Parlamento. Questa deve essere l’occasione per una nuova legislazione per il giornalismo che sanzioni anche le iniziative giudiziarie temerarie contro la libertà di stampa”. 

Un “passo in avanti“, anche secondo Fnsi e sindacato dei giornalisti della Campania che in una nota congiunta affermano:

“Tocca alle Camere intervenire entro un anno, contemperando l’esigenza di rafforzare la libertà di stampa e il diritto di cronaca, cancellando dall’ordinamento il carcere per i giornalisti, con il diritto alla reputazione e all’immagine”.

“È una decisione che affida al Parlamento la responsabilità di decidere, esattamente come è avvenuto di recente anche sulla regolamentazione della fine della vita”.

“La volontà politica, espressa dal governo – prosegue la nota – e dalla maggioranza parlamentare e recentemente ribadita in incontri con i vertici della Fnsi, lascia intravedere una soluzione positiva, anche se restano da definire alcuni aspetti”.

“A cominciare da quello delle sanzioni pecuniarie. Somme troppo elevate, senza dare la possibilità ai giudici di valutare le condizioni economiche del giornalista e la situazione dell’impresa editoriale, avrebbero lo stesso effetto dissuasivo del carcere e finirebbero inevitabilmente per esporsi alle censure della Corte Edu”.

“Per questa ragione – conclude la nota – la Fnsi porterà avanti il confronto con governo e parlamento per giungere ad una soluzione in grado di bilanciare tutti gli interessi in gioco”.

“Di certo, la decisione della Consulta, dinanzi alla quale il sindacato dei giornalisti era rappresentato dal Sindacato dei giornalisti della Campania, segna un importante passo avanti”. (Fonte: Ansa).