Taylor Swift non ha “copiato”: per giudice versi incriminati troppo “banali” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 febbraio 2018 6:02 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2018 2:24
Taylor Swift non ha copiato altro brano: per giudice versi incriminati troppo "banali"

Taylor Swift (Ansa)

ROMA – Taylor Swift, la cantante più ricca del mondo, ha scritto per la sua canzone “Shake it off”, del 2014, verso troppo “banali” perché siano coperti da copyright. Un giudice americano ha stabilito che le parole “haters gonna hate” (“gli odiatori odieranno”) non può essere stata copiata da nessuno, come invece sostenevano i parolieri Sean Hall and Nathan Butler, autori del brano  “Playas Gon’ Play”.

Taylor Swift, cantante di genere “country pop” che con i suoi video Bad Blood, Shake It Off e Blank Space ha messo assieme un miliardo di visualizzazioni, è stata definita nel 2016 da Forbes la celebrità più pagata del mondo: 170 milioni di dollari guadagnati nell’ultimo anno.

Nel giugno 2017 Forbes stimava il suo patrimonio in 280 milioni di dollari. Di recente è stata anche al centro di controversie politiche. I suprematisti bianchi neo nazisti l’hanno proclamata “Dea ariana“. La cantante ci tiene a non esprimere opinioni politiche per non esercitare influenza.

La sua ultima produzione, Reputation conseguito 27 milioni di ascolti in 24 ore. Ma, almeno nel caso delle parole di Shake , il giudice Michael W Fitzgerald ha dichiarato che sono troppo banali per essere protette da copyright.

Lo scorso anno, gli autori hanno fatto causa alla star, sostenendo che il suo singolo Shake It Off fosse troppo simile al loro brano “Playas Gon’ Play”.La strofa contestata è “playas, they gonna play, and haters, they gonna hate”. Sebbene le frasi brevi non siano generalmente coperte da copyright, gli autori sostenevano che l’associazione dei due pensieri fosse abbastanza originale da meritare una tutela.

Fitzgerald non è stato d’accordo. “Il fulcro dell’intero caso è dunque se il verso “Playas, they gonna play, and haters, they gonna hate” possa beneficiare della protezione”. “La cultura popolare americana è fortemente radicata nel concetto di giocatori, nemici, e giocatori nemici… il concetto di attori che recitano in accordo con la loro essenza naturale non è per niente creativo; è banale”.

“I testi che sarebbero stati violati sono brevi frasi che non hanno il minimo di originalità e creatività richieste per il copyright”, ha aggiunto Fitzgerald. Il giudice ha anche criticato le argomentazioni “goffe” dei ricorrenti, prima di approvare l’istanza della Swift in cui chiedeva di archiviare il caso.

In definitiva, i testi in questione sono troppo brevi, poco originali e poco creativi per garantire la protezione ai sensi del Copyright Act”, ha scritto. Tuttavia, ha offerto a Hall e Butler un’ultima possibilità di modificare le loro argomentazioni, prima che la causa venga risolta il 26 febbraio, “nel caso ci fossero più somiglianze tra Playas Gon’Play e Shake it Off di quanto sostenuto finora dai querelanti”.

Nel 2001, Playas Gon ‘Play è stato un successo minore della band al femminile statunitense 3LW. Hall ha successivamente scritto e prodotto per artisti come Justin Bieber e Maroon 5, mentre Butler ha lavorato con artisti come il gruppo Backstreet Boys e Luther Vandross.

Il loro avvocato, Gerard Fox, ha detto che non avrebbe presentato una rettifica alla citazione in giudizio originale, ma ricorrerà in appello contro la sentenza del giudice Fitzgerald. Fox ha aggiunto che per decidere sull’originalità dei testi, il giudice avrebbe dovuto consultare un esperto e non interpretarli personalmente. “Non può considerarsi un esperto musicale. Mi dispiace, ma è davvero imbarazzante”. Qui di seguito i due brani a confronto.

 

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