Caporalato basta! Tutti arruolati. Alziamo prezzo pomodori? Tutti disertori

di Riccardo Galli
Pubblicato il 8 agosto 2018 11:59 | Ultimo aggiornamento: 8 agosto 2018 11:59
Caporalato ora basta! Tutti arruolati. Alziamo prezzo pomodori? Tutti disertori

Caporalato basta! Tutti arruolati. Alziamo prezzo pomodori? Tutti disertori (foto Ansa)

ROMA – Caporalato basta! Sono scesi in Puglia il capo del governo (Conte è nato a due passi dalla strada dell’ultima mattanza di braccia nere) e ministri di peso. Tutti a guidare la nuova e rinnovata lotta contro il caporalato, cioè contro chi organizza e sfrutta il lavoro nero, anzi semi schiavile, degli immigrati braccianti [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play. Il Ministro degli Interni ha intimato: controlli a tappeto! Quindi pacchia finita per i caporali, parola di Matteo Salvini. E Luigi Di Maio, che il Sud sa come è fatto meglio di quanto lo sappia Salvini, è andato su altre corde: ha indetto/promesso concorso pubblico per posti pubblici di ispettori del lavoro.

E mica solo i ministri e il premier e la Lega e M5S. Anche Prefetti e Questori. E partiti di opposizione. E governo regionale e sindaci e sindacati e prelati alti e bassi. E anche la gente davanti alla tv: caporalato basta! E’ ora di finirla con questa indecenza e vergogna civile. Il giorno dopo i 12 morti ammazzati e ammassati in un trasporto schiavi (che era poi il giorno dopo i quattro morti ammazzati e ammassati in un trasporto schiavi) quanta solidarietà con i braccianti migranti in corteo, con i loro Berretti Rossi per l’occasione.

Non c’è un italiano, governante o cittadino, autorità o uomo qualunque che non sia sia arruolato, magari dal divano o dallo smartphone nello sterminato esercito del caporalato basta! Alla chiamata il paese ha risposto. E poi caporalato mica solo in Puglia. Anche nel resto del Sud e non solo nel Sud. Basta con questo sfruttamento inumano e incivile. Si sono arruolati tutti nel glorioso e nobile esercito del basta!

Allora, alziamo il prezzo dei pomodori? Sarebbe la prima campagna vittoriosa dell’esercito del caporalato basta! Una passata di pomodoro (e anche altri prodotti alimentari) costano un niente al marker e al discount perché industria alimentare e grande distribuzione li pagano pochissimo ai coltivatori, i quali coltivatori per starci dentro arruolano o fanno arruolare schiavi della raccolta. Quindi alzi il prezzo del pomodoro e tagli le gambe, le linee di rifornimento al caporalato.

Pronti, il grande esercito del Caporalato basta sta per muovere, sta per portare la prima grande sconfitta al grande sfruttamento alzando il prezzo dei pomodori? Insomma, non proprio, anche no. Mica si può, come si fa? Ma che davvero? Alzare il prezzo dei pomodori per togliere aria alla nuova schiavitù? E che devo pagare io? Dobbiamo rimetterci noi? Ma che è, la tassa sui braccianti?

Alzare il prezzo dei pomodori: si dilegua il governo, si squaglia la pubblica opinione, si disperde la commozione, si ritirano le pubbliche autorità, si defila la brava gente. Alzare il prezzo dei pomodori? Tutti disertori di quel che è stato, fanfara e sfilata, il grande esercito del caporalato basta!